RIVAROLO CANAVESE - Alberi abbattuti sulla provinciale vicino al parco Malgrà: ambientalisti all'attacco del Comune - FOTO

RIVAROLO CANAVESE - Alberi abbattuti vicino al parco del Malgrà: ambientalisti sul piede di guerra. «In questo inizio di torrida estate con temperature ben al di sopra delle medie del periodo, il taglio degli alberi lungo la strada provinciale 222 a Rivarolo Canavese non può far che aumentare lo sconcerto e l’amarezza, anche alla luce dell’iter tecnico-amministrativo che ne ha decretato la condanna». Così il Coordinamento Onda – Organismo Nazionale Difesa Alberi, nato l’anno scorso per mettere in rete associazioni, comitati e cittadini che si battono in tutta Italia contro la distruzione del patrimonio arboreo, commenta l’abbattimento a ridosso del parco del Castello Malgrà di diverse querce.

Per gli ecologisti si trattava di «Querce secolari, preziosi serbatoi di biodiversità nonché primi alleati nel contrasto alla grave crisi climatica in atto». «In seguito ad un’istanza di accesso agli atti da parte dell’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico, siamo venuti a conoscenza che motivazioni legate alla sicurezza stradale hanno portato il Comune, dietro richiesta della Città Metropolitana, ad emettere un’ordinanza e nel contempo affidare una perizia di stabilità ad un professionista forestale, in quanto l’area in questione è soggetta a vincolo paesaggistico-culturale ai sensi del D.Lgs. 42/2004 – prosegue Onda – A questo punto però ci chiediamo, visto che sulle piante analizzate (peraltro situate a notevole distanza dalla strada) sono stati riscontrati solo sintomi “lievi” o “moderati”, come mai esse siano state tutte inserite nella classe di rischio D, la peggiore tra le cinque previste, per cui diviene obbligatorio l’abbattimento».

Tra gli aspetti contestati il Coordinamento rimarca anche come «l’intervento sia stato effettuato a stagione vegetativa già in atto in pieno periodo riproduttivo dell’avifauna, violando l’articolo 5 della direttiva n. 2009/147/CE relativa alla conservazione degli uccelli selvatici, esecutiva in Italia con la Legge 157/1992 e s.m.i., che vieta i tagli e le potature durante il periodo della nidificazione da marzo ad agosto». «In ogni caso a risentirne negativamente sarà l’ambiente forestale nel suo complesso, dato che – concludono gli attivisti – E’ stato ormai scientificamente dimostrato che gli alberi molto antichi creano una fitta rete di interazioni e relazioni ecologiche, offrendo quindi una maggiore stabilità e funzionalità degli ecosistemi».

Sulla vicenda, a stretto giro, arrivano le puntualizzazioni dall'amministrazione comunale, guidata dal sindaco, Martino Zucco Chinà. «L’abbattimento di quegli alberi, lungo la scarpata della provinciale e a ridosso del Castello Malgrà, è stato richiesto da Città Metropolitana di Torino – risponde Roberto Gallo Pecca, assessore a lavori pubblici, manutenzioni, arredo urbano e verde pubblico – La Direzione coordinamento viabilità della Città Metropolitana tutti gli anni invita i Comuni a vigilare sul territorio, sia intervenendo direttamente per quanto di loro competenza che facendo rispettare gli obblighi ai privati con specifiche ordinanze, e adottando tutte le possibili misure per il controllo e la messa in sicurezza dei fondi confinanti con le strade metropolitane. Le distanze minime, fuori dai centri abitati, per il taglio sono di 3 metri dal confine stradale, ma bisogna tenere contro, come in questo caso, di altri fattori, tra cui l’altezza della vegetazione. Come Comune, comunque, prima di procedere abbiamo eseguito tutti gli accertamenti necessari del caso. Come evidenziato chiaramente dalla relazione degli agronomi incaricati, ci teniamo a specificare che tutte le querce tagliate erano in classe di rischio D. Per questo motivo l’abbattimento è stato obbligatorio. Evidenziamo, inoltre, come albero monumentale abbiamo solo il cedro del Libano che è all’interno del parco. Tutti gli altri non sono “monumentali”. Tutta la documentazione inerente al taglio di questi alberi è stata inviata il 4 giugno scorso all’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico, che ha fatto richiesta di accesso agli atti. C’è, da parte nostra, la massima trasparenza possibile. Chiunque può prendere visione della relazione degli agronomi».