
L'associazione «Non bruciamoci il futuro» ha inviato oggi al Ministro per l'Ambiente, Sergio Costa, ed al Ministro Luigi Di Maio per le relative competenze economiche, una lettera sulle ricadute ambientali nella combustione di biomasse legnose. Un tema sentito in Canavese in virtù, soprattutto, della presenza della centrale a biomassa a due passi dal centro di Rivarolo.
«Egregio Ministro dell’Ambiente Sergio Costa - scrive il presidente di Non bruciamoci il futuro - la nostra associazione è nata nel 2012 con l'adesione di oltre 3000 cittadini che hanno firmato contro i lavori di allestimento di una centrale a biomasse adiacente al centro storico della Città di Rivarolo. Senza la possibilità da parte dei cittadini di partecipare al procedimento autorizzativo, veniva presentato il progetto della centrale nell'ottobre 2005 da parte della società Sipea (oggi del gruppo Cofely una controllata da Engie) e poi autorizzato con determina Prov. n. 18_43641/2006.
Per maggior comprensione giova fornire alcuni dati sommari:
- bruciando circa 210 ton/giorno di biomasse legnose (comprese ramaglie e potature) vengono prodotti circa 5 Mw/h elettrici beneficiando di lauti incentivi (certificati verdi e da filiera corta) che poi gravano sulle nostre bollette elettriche.
- delle biomasse utilizzate è dato sapere soltanto dove vengono acquistate ma ci è ignoto il luogo di
effettiva provenienza a cui dovrebbe essere vincolato l'ulteriore incentivo da "filiera corta".
- il sistema di controllo degli inquinanti al camino (SME) si basa sull'autocontrollo da parte della stessa impresa, per cui parrebbero opportuni frequenti controlli a sorpresa da parte degli Enti preposti che con i propri strumenti possano validare o meno i dati forniti dallo SME.
- dopo aver incentivato negli anni la combustione di biomasse legnose, soltanto ora si riconoscono i
danni alla qualità dell'aria: ARPA Piemonte appura che le emissioni dovute alla combustione del legno
(cippato e pellet) contribuiscono per il 44% delle Polveri (PM10-PM2,5) ed Arpa Emilia Romagna
stima che tale combustione incide a formare il 39 % delle Polveri ed il 45 % dell'ossido di carbonio
- appurando che le biomasse legnose possono inquinare perfino più del carbone e che non si possa
applicare alla combustione delle biomasse di origine forestale l'assunto di "neutralità carbonica" circa le emissioni di CO2. E' del tutto evidente che la CO2 emessa al camino della centrale potrà essere compensata dalla stessa quantità di CO2 assorbita dagli alberi soltanto quando lo stesso numero di alberi tagliati saranno nuovamente piantumati e cresciuti e ci vogliono decenni.
Sul nostro territorio osserviamo soltanto tagli e devastanti incendi al patrimonio boschivo per cui riteniamo necessario escludere o rivedere tali incentivi. Gentilmente ci rivolgiamo pertanto a Lei Sig. Ministro per la sua nota sensibilità ambientale affinché possa cogliere la presente istanza e restiamo in fiduciosa attesa di un riscontro. Altrettanto gentilmente estendiamo tale istanza al Sig. Luigi Di Maio Ministro del Lavoro e Sviluppo Economico per le sue relative competenze».








