RIVAROLO - Al posto della Salp un grattacielo? No grazie
Un grattacielo al posto della vecchia Salp? No, grazie. L’amministrazione comunale ha risposto picche al progetto di riqualificazione dell’ex conceria all’ingresso della città. Un progetto presentato dagli attuali proprietari del sito, che prevedeva, tra le altre cose, la costruzione di tre enormi condomini, uno di questi da 20 piani. Un vero e proprio grattacielo che avrebbe modificato lo skyline di Rivarolo. «Abbiamo immediatamente respinto quell’ipotesi – dice il sindaco Alberto Rostagno – non abbiamo intenzione di cementificare selvaggiamente quella parte di città che va comunque riqualificata». 
 
La proprietà, a dirla tutta, ha anche presentato un secondo progetto: «Un’altra proposta di palazzoni che proprio non ci soddisfa» ha però fatto presente, in consiglio comunale, l’assessore Francesco Diemoz. E allora che ne sarà della Salp? La vecchia conceria è stata in gran parte abbattuta. I privati che hanno comprato l’area hanno provveduto alla successiva bonifica del sito che, però, non è ancora terminata. «Le ultime analisi dell’Arpa hanno rilevato un’alta concentrazione di cromo esavalente nelle falde sotterranee – rivela il sindaco – è chiaro che fino a quando la bonifica non sarà conclusa non potrà partire nessuno progetto». 
 
Cassato, in via definitiva, il piano della vecchia amministrazione Bertot che aveva previsto alla Salp 12 mila metri quadrati di alloggi e 13 mila di negozi e uffici. Al vaglio dell’amministrazione Rostagno, adesso, c’è un terzo progetto, di cui si è già parlato in Regione. «Una ragazza di Torino si è da poco laureata proprio grazie a una tesi sulla riconversione della Salp – dice Rostagno – si tratta di trasformare la vecchia fabbrica in un centro socio assistenziale, ovviamente con un grosso polmone verde». Casa di riposo, mini alloggi per anziani, piscina, centro di fisioterapia e tanti giardini. «Ne parleremo anche con i privati – assicura il primo cittadino – anche perché, come logico, il tutto deve essere economicamente sostenibile per chi è proprietario dei terreni».
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