
Sabato mattina il gruppo di minoranza Uniti per Rivara, guidato da Lorenzo Terrando, ha depositato una mozione, unita alla richiesta di indire un Consiglio Comunale in cui discuterla, tesa a “verificare se da parte dell’ing. Quarelli, direttamente o mediante specifica sollecitazione dapprima del signor Alessandro Gaudio quale Presidente della Comunità montana Alto Canavese (...) e/o altre persone investite (...) siano state poste in essere le iniziative o (...) nel caso siano stati tenuti comportamenti negligenti, anche a titolo omissivo”.
Il sindaco Gianluca Quarelli, pur rimarcando le su perplessità in merito alla sentenza, specifica che la «procedura non ha in alcun modo coinvolto il Comune da me amministrato in quanto non socio di ASA. Di più rammento che il sottoscritto non ha mai ricoperto incarichi nella Comunità Montana Alto Canavese o in altri Enti che detenessero quote di capitale di ASA».
Partendo da questo presupposto Quarelli ribalta le accuse ricevute verso Danilo Pastore, consigliere di minoranza a Rivara e tra i firmatari della mozione presentata: «Negli anni in cui si è determinato il crack di Asa, era vicepresidente della Comunità Montana Alto Canavese (precisamente dal 2005 al 2007), ente che deteneva allora e detiene oggi il 25% del pacchetto azionario della società. Posizione dunque, quella ricoperta da Pastore, assolutamente adeguata a permettergli di portare avanti tutte le attività di controllo e indirizzo che ben avrebbero potuto evidenziare e correggere le problematiche del consorzio. Il tutto naturalmente ispirandosi ai buoni principi del diligente padre di famiglia o quantomeno a quelli del mediamente diligente amministratore pubblico».
Dopo aver negato qualsiasi responsabilità sull’accaduto il sindaco si impegna comunque a «porre tutte le misure necessarie al fine di tutelare gli interessi della comunità rivarese» ricordando in ogni caso la centralità delle sentenze: «Se di responsabilità si possa parlare o meno e dove questa possa essere ricercata saranno gli organi giudiziari competenti a dirlo, di cui auspico un celere intervento». (P.f.)
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