RIVARA - Minoranza contro il nuovo centro commerciale
Nel consiglio comunale della scorsa settimana, a Rivara, uno dei punti caldi all’ordine del giorno era la votazione su un ipotetico centro commerciale. La minoranza si è rifiutata di partecipare al voto ed è uscita dall’aula. L'amministrazione ha prodotto uno studio di fattibilità per un futuro centro commerciale «nell’ottica di favorire gli insediamenti a Rivara», indicando tre possibili aree: due aree commerciali, una di tipo A.1 - Addensamento storico rilevante (il centro storico in sostanza) ed una di tipo L.1 - Localizzazione urbana non addensata (zona ex Benevenuta, oggi Brero), oltre a un possibile terzo sito di tipo A.5, un «addensamento concentrato arteriale extraurbano». 
 
Proprio la terza tipologia di area sarebbe realmente utilizzabile a Rivara. Ma c’è un problema: per ricadere in tale categoria dovrebbero essere già presenti sedi di “attuali esercizi commerciali” e nello specifico rispondere a tre requisiti. La lunghezza minima del fronte strada di 500 metri, il numero minimo di esercizi presenti e il valore minimo dei metri qudri di vendita. E' possibile "sforare" solo del 20% da uno di questi parametri. Per questo il Comune ha individuato quattro attività presenti nell'area: Riva Arredamenti, Edil.a.t fornitura materiali da costruzione, Troglia Gamba Sergio, Autodemolizione Eli Snc.
 
«Da una ricerca presso la camera di commercio risulta come l'attività di autodemolizioni non sia contemplata come attività commerciale» denunciano i consiglieri della minoranza dopo essersi recati dal un professionista per un consulto. L’aerea totale scenderebbe così a soli 1245 metri quadri, non soddisfacendo così anche un secondo parametro. «Se poi aggiungiamo che i proponenti non sono neanche proprietari dell'area, che i proprietari delle particelle non sono stati coinvolti, che il piano regolatore di riferimento è ancora quello vecchio, che le analisi sui flussi di traffico sono vecchie del 2012, che non è stata coinvolta l'Unione dei Comuni Alto Canavese, che il programma elettorale alla voce commercio non prevedeva centri commerciali - aggiungo da Uniti per Rivara - anche questa iniziativa è da elencare nel solito tentativo furbesco di menare il can per l'aia». (p.f)
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