
E’ arrivata il 9 gennaio la risposta dell’Autorità Nazionale Anticorruzione sulla vicenda del micronido di Rivara. Il 9 settembre 2014, l’Autorità aveva protocollato in entrata la comunicazione inviata dal consigliere Lorenzo Terrando a nome del gruppo di minoranza Uniti per Rivara, “con la quale il gruppo consiliare richiamava alcune mozioni già sottoposte al sindaco di Rivara, che evidenziano, con riferimento alla procedura in oggetto, diverse perplessità”. In seguito alla segnalazione l’ufficio ha aperto un’istruttoria chiedendo ulteriori informazioni al Comune, che ha risposto alla richiesta l’11 novembre.
In seguito alla notifica dell’Autorità, il Comune si era subito mosso chiedendo al progettista e direttore dei lavori, l'architetto Da Forno, una relazione scritta sui temi critici evidenziati dalla minoranza. Già il 30 settembre il Comune aveva anche provveduto, per auto tutelarsi, ad annullare sia la determina sulla validazione del progetto esecutivo che la determina a contrattare. Riguardo al punto focale della segnalazione della minoranza, cioè la gara d’appalto sostenuta senza la pubblicazione di un bando ufficiale di gara, l’amministrazione ha dichiarato all’Autorità che «non è stata esperita; né si è dato seguito alla pubblicazione dell'Avviso di Selezione delle imprese da invitare, in conseguenza dell'annullamento della determina a contrattare».
Dopo l’annullamento del vecchio, l’architetto Da Forno ha nel frattempo prodotto un nuovo progetto esecutivo che è stato poi inviato all’ingegner Oria per la verifica e la validazione. L’ingegnere ha risposto al Comune con un rapporto di verifica intermedio in cui richiedeva all’architetto maggiori informazioni. «Pertanto, al momento, non si rilevano margini di intervento da parte di questa Autorità» la conclusione dell’Anticorruzione visti i fatti sopra elencati. La lettera si chiude con un monito diretto al Comune, ricordando che quando verrà promossa la nuova gara d’appalto dovrà essere fatta nella massima legalità, menzionando nella delibera, l’importo e la motivazione di affidamento dei lavori all’impresa vincitrice. Tutto fa pensare che lo scontro sul micronido nell’ex ristorante Rosina non sia ancora finito. (p.f.)








