
Lo scontro sulla nuova scuola tra maggioranza e opposizione è ormai al culmine. In consiglio comunale, dopo l’ennesimo diverbio verbale, si è palesata l’esigenza, da parte dei consiglieri di minoranza, di “andare fino in fondo alla questione, intraprendendo tutte le azioni necessarie”. In altre parole, rivolgersi alla magistratura ordinaria per fare luce sul progetto, sulla sua approvazione e sulla sua utilità. “Le nostre mozioni, puntualmente respinte – dice il capogruppo Lorenzo Terrando – hanno evidenziato le tante criticità del progetto. Noi non siamo mossi da interessi personali o famigliari. Ci opponiamo a quest’opera per il bene del paese”.
Sotto accusa la rapidità della macchina comunale che ha affidato il progetto e lo ha approvato in 24 ore, tra il 13 ed il 14 di agosto. Inoltre il professionista che ha redatto il progetto è anche membro della Commissione edilizia del comune di Rivara, nominato dalla maggioranza (all’opposizione, nonostante le richieste, non è toccato nessun membro). Senza contare i 300 mila euro che costerà la scuola, servizio identico a quello che è già in funzione a Forno Canavese.
“So che il sindaco vuole dimostrare di averlo più duro – ha detto Terrando in consiglio – ma evitiamo di fare del nido un’inutile contrapposizione politica a spese dei contribuenti rivaresi. Perché i 300 mila euro che stiamo per spendere non piovono dal cielo. Sono il frutto delle tasse pagate dai rivaresi. E quel micronido rischia di essere un’opera inutile”. L’opposizione ha rimarcato l’utilità di un investimento, da parte del Comune, per un’eventuale sezione primavera alla scuola materna. In questo modo si andrebbe a soddisfare una reale esigenza e nello stesso tempo si potrebbero creare nuovi posti di lavoro.
“Vogliono rivolgersi in procura? – risponde il sindaco Gianluca Quarelli – benissimo, facciano pure. Anzi, speriamo che lo facciano. Così sgomberiamo il campo da tutti i dubbi”. Insomma, il Comune tira dritto. “Questa è l’unica possibilità che abbiamo per riqualificare il vecchio edificio dell’ex ristorante Rosina – dice il primo cittadino – il progetto è stato approvato in 24 ore perché, come i consiglieri di minoranza dovrebbero sapere, era già pronto da diverso tempo, dal momento che era stato inviato, per prassi, anche al Ministero”. Quarelli conferma la massima trasparenza del progetto. E sui 300 mila euro ribadisce: “Circa 40 mila euro sono fondi del Gal, il resto sono risorse del Comune. Soldi bloccati dal patto di stabilità che possiamo spendere solo grazie a una finestra concessa dalla presidenza del Consiglio dei Ministri. Non sono utilizzabili per altri progetti. O realizziamo il micronido oppure perderemo la possibilità di spenderli”.








