RIVARA - «Il disastro dell'Asa non deve ricadere sui cittadini»
E’ di pochi giorni fa la notizia dell'esito del lodo riguardante l’arbitrato sul Consorzio Asa, il quale obbliga i Comuni e l’ex-Comunità Montana a pagare circa  38.450.000 di euro alla data odierna, compresi gli interessi. Il gruppo di minoranza «Uniti per Rivara», guidato da Lorenzo Terrando, ha depositato la richiesta di convocazione di un Consiglio Comunale durante il quale discutere la mozione da loro presentata.
 
«Il rischio che ad essere penalizzati, con il deposito del lodo in Tribunale a Torino per la dichiarazione di esecutorietà, siano in primis i cittadini contribuenti è concreto e reale, ed è dovere di consiglieri comunali, attenti al bene del paese, non lasciarli soli a farsi carico di un simile disastro - afferma Lorenzo Terrando - non è nostra intenzione far passare sotto silenzio il fatto che i veri responsabili siano coloro che hanno esercitato funzioni di amministrazione, sociali e di controllo nelle gestioni passate produttive del dissesto del Consorzio Asa, ma agitare, oggi, azioni di responsabilità contro i dirigenti Asa è il classico atteggiamento di chi chiude la porta quando oramai i buoi sono scappati».
 
Nel testo della mozione il gruppo di minoranza pone forti dubbi sulla gestione della crisi da parte dell’amministrazione comunale: “Valutato che sia nell’interesse dell’ente comunale di Rivara, pur nella equivoca situazione in atto, verificare se da parte dell’ing. Quarelli, direttamente o mediante specifica sollecitazione dapprima del signor Alessandro Gaudio quale Presidente della Comunità montana Alto Canavese (...) e/o altre persone investite (...) siano state poste in essere le iniziative o (...) nel caso siano stati tenuti comportamenti negligenti, anche a titolo omissivo».
 
L’attacco è quindi direttamente rivolto al sindaco Gianluca Quarelli: «Ma ad essere altrettanto imperdonabile, nell'ambito dell'intera vicenda, è l'immobilismo, se non anche il vero e proprio rifiuto, di chi in seguito, aveva la possibilità ed il dovere di agire nell'interesse dei propri amministrati, ed ha invece preferito rimanere a guardare anziché intraprendere iniziative, forse impopolari in certi ambiti, ma sicuramente utili e necessarie per il bene della comunità». In sostanza la richiesta della minoranza è che vengano attentamente valutate le responsabilità di tutti gli amministratori che sono stati nel tempo responsabili della gestione del problema e che, in caso vengano appurate delle negligenze, ne rispondano economicamente direttamente tali amministratori (naturalmente attraverso le assicurazioni), in modo che i maggiori costi non ricadano sui cittadini. (P.f.)