
La storia dell’ex discarica di Rivara, sita in località Quarelli, è ormai lunga. Lo scorso 30 giugno si è arricchita di due sentenze del Tar Piemonte, chiamato a esprimersi su altrettante questioni. Con la prima sentenza, 956/16, il Tar ha respinto il ricorso dell’Asa (azienda che gestiva la discarica prima della sua chiusura), nella persona del commissario Stefano Ambrosini, contro il Comune rivarese. L’Asa chiedeva, attraverso il ricorso, che venisse annullata l’ordinanza emessa dal sindaco Gianluca Quarelli che le imponeva di rimuovere il percolato dal sito. Nei prossimi giorni quindi, gli uffici comunali provvederanno ad ingiungere ad Asa il rimborso delle spese sostenute dal Comune per la rimozione che è già stata effettuata a tutela dei cittadini.
La seconda sentenza, 957/16, è un po’ più complicata. Il Tar ha rigettato il ricorso del Comune di Rivara e della Comunità Montana Alto Canavese (in liquidazione) contro il bando emesso dal commissario Ambrosini, che ha escluso dall'alienazione delle vecchie discariche dell'Asa quella di Rivara e, con essa, la gestione post mortem del sito. Il tribunale ha confermato che il commissario ha l’autorità per effettuare tale esclusione. Gli stessi giudici del tribunale amministrativo regionale, però, hanno confermato di non avere la competenza per giudicare in merito alla titolarità della discarica: titolarità che entrambi i contendenti sperano di non avere perché comporterebbe forti costi. La Comunità Montana ha già sollevato la stessa questione davanti al tribunale d’Ivrea, che si pronuncerà in futuro.
«Il riconoscimento delle responsabilità dell’amministrazione straordinaria di Asa - afferma il sindaco di Rivara, Gianluca Quarelli - non può essere considerato come risolutivo della vertenza, tuttavia esso costituisce un passo importante lungo il percorso della chiarezza e della tutela dei nostri cittadini. Continueremo ad adoperarci perché questa brutta vicenda possa giungere rapidamente a termine». (P.f.)
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