
Prosegue il botta e risposta politico sul defibrillatore agli Amici del Mulino. Dopo l'intervento della minoranza e dell'associazione, anche il sindaco Gianluca Quarelli entra nel merito della questione. «Il Comune di Rivara da tempo ha deciso di favorire la diffusione sul territorio comunale di dispositivi semi-automatici per la stimolazione cardiaca attraverso la concessione di contributi o l’acquisto diretto e la concessione in uso. Ad oggi i defibrillatori acquistati tramite l’intervento del Comune son quattro, di questi tre sono in dotazione ad associazioni sportive (Rivara Calcio, Bocciofila Rivarese ed Associazione Amici del Mulino) ed uno alla Protezione Civile. Un quinto strumento in dotazione alla Polizia Municipale di Rivara è stato concesso in comodato dalla Regione Piemonte.
Fino ad ora sono state soddisfatte tutte le richieste pervenute da parte di soggetti del territorio, inoltre ci siamo preoccupati che i beneficiari sostenessero un corso per l’utilizzo del dispositivo e conseguissero lo specifico attestato. Naturalmente è intendimento dell’Amministrazione Comunale proseguire sulla linea sin qui tracciata, venendo incontro alle altre realtà territoriali che volessero dotarsi di analoghi strumenti.
Nel caso specifico dell’Associazione Amici del Mulino sottolineo ancora, semmai ce ne fosse bisogno, che si tratta di una A.S.D., ovvero Associazione Sportiva Dilettantistica regolarmente iscritta al CONI, e che tra l’altro ha l’indubbio merito di essere ormai l’unica struttura sul territorio a permettere la pratica del nuoto anche attraverso l’organizzazione di corsi per i bambini. Va da sé l’ovvio rapporto causale tra la pratica sportiva e la necessità di mettere a disposizione gli opportuni presidi medici d’emergenza, a maggior ragione quando ad essere coinvolti sono i minori.
Considero le polemiche del gruppo di minoranza del tutto strumentali e superficiali, sarebbe bastata una semplice verifica per rendersi conto che la procedura seguita nel caso dell’Associazione Amici del Mulino è del tutto analoga a quella dei casi precedenti ed assolutamente in linea con gli intendimenti più volte espressi da questa Amministrazione in merito alla volontà di favorire la pratica sportiva in un ambiente sano e protetto».








