
La minoranza rivarese invade le bacheche dell’alto Canavese per protestare contro le nuove restrittive regole per i consigli comunali. Quaranta manifesti saranno da oggi visibili negli spazi per le affissioni pubbliche di Forno, Rivara, Busano, Levone e Rocca. Il 25 marzo è stata riunita dal sindaco Gianluca Quarelli la commissione statuto e regolamenti, composta da tre membri della maggioranza e uno della minoranza, per approvare alcune nuove modifiche al documento che regola lo svolgimento dei consigli comunali. Modifiche approvate, con il solo voto contrario del consigliere di minoranza Danilo Pastore.
I cambiamenti rendono quasi impossibile per la minoranza svolgere il proprio compito di opposizione. Molte di queste modifiche, ovviamente, prendono apertamente spunto dal comportamento tenuto dai rappresentanti di “Uniti per Rivara” nelle precedenti sedute: l’aggiunta del comma “Non possono in ogni caso essere esibiti cartelli, striscioni o altri messaggi che possono in alcun modo distogliere il Consiglio dallo svolgimento dei propri compiti” richiama probabilmente alle magliette esposte in uno dei passati consigli dai rappresentanti di della minoranza.
Con queste modifiche viene anche ufficializzata “la censura”, ovvero la possibilità in casi gravi di interdire la partecipazione del consigliere espulso alle seguenti due sedute. In un comune come Rivara, in cui il consiglio si riunisce mediamente tre volte l’anno, questo vorrebbe dire quasi un intero anno di “squalifica”. Il “giogo” colpisce anche il pubblico che non può più “mediante parole, gesti, scritti o altro, riferirsi alle opinioni espresse dai Consiglieri o alle decisioni adottate dal Consiglio”. E’ importante ricordare che nei consigli comunali di tutti i comuni il pubblico non ha diritto di parola, ma grazie a questi provvedimenti sarà anche limitato nei normali comportamenti e in ogni possibile manifestazione di simpatia o antipatia.
“Le modifiche introdotte nel regolamento hanno l’unico scopo di garantire l’onorabilità del consiglio comunale – risponde il sindaco Quarelli - non mi risulta infatti che tra le prerogative dei Consiglieri Comunali rientrino il turpiloquio e il vilipendio. Ritengo molto grave il fatto stesso che il gruppo di minoranza si possa sentire in qualche modo colpito dai provvedimenti in questione, indice evidente della grave situazione di degrado del linguaggio politico alla quale sembrano essersi anche loro adeguati. In tempi più civili era consuetudine che le assemblee comunali dessero il buon esempio, sia con i fatti che con il comportamento”. (pf)











