
RivaBanca passerà alla Banca d'Alba e del Canavese. Questa mattina, nella sala comunale di via Montenero a Rivarolo Canavese, l'assemblea dei soci ha dato parere positivo alla proposta del presidente Giovanni Desiderio. Nononstante l'opposizione del comitato per il No, i soci hanno scelto la strada della fusione con la Banca d'Alba per garantire stabilità e sicurezza al piccolo istituto di credito di Rivarolo e Rivara che, con 1600 soci, avrebbe seriamente rischiato, tra qualche mese, un commissariamento ben più doloroso.
E' quindi passata la linea del guardare «oltre il campanile», come molti soci (e non solo) avevano auspicato nel corso delle ultime settimane. Per i 1600 soci di RivaBanca, tra l'altro, non cambierà nulla in termini economici: anzi, dal giorno in cui la fusione sarà attiva, potranno anche beneficiare di tutta una serie di agevolazioni (anche in termini sanitari) rientrando automaticamente tra i soci di Banca d'Alba e del Canavese, colosso piemontese delle banche di credito cooperativo.
Dopo il via libera dell'assemblea dei soci di questa mattina, si apre sostanzialmente una nuova fase per RivaBanca. La fusione dovrebbe operativamente concretizzarsi entro i primi giorni del mese di luglio.
Nel dettaglio hanno votato si 622 soci. Solo 204 i no. 30 gli astenuti. Hanno votato 460 soci ai quali vanno sommate 396 deleghe. Flop del comitato del No che anche sui soci presenti (escluse quindi le deleghe) non ha raccolto la maggioranza.















