
Sono 43 le persone indagate in Regione, a vario titolo, per peculato, truffa e rimborso illecito ai partiti. L'inchiesta «Rimborsopoli» scuote la politica regionale e non solo. Tra gli indagati c’è anche il presidente della Regione, Roberto Cota. Tra i 43 che ieri hanno ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini, 19 sono esponenti del PdL (o ex dell'ultimo periodo), 12 della Lega, 3 dell’Italia dei Valori, 2 dell’Udc. Un indagato a testa, invece, per i Moderati, Gruppo Misto, Insieme per Bresso, Uniti per Bresso, Verdi Verdi e Pensionati per Cota. Non fosse una classifica così triste ci scapparebbe persino un sorriso.
A tutti viene chiesto conto delle spese effettuate con soldi pubblici: dai cibi all'abbigliamento, dagli oggetti per animali ai fiori. Senza contare rimborsi per carburante e persino dei tosaerba. A quanto pare la gestione allegra dei soldi pubblici, anche in Piemonte, era una pratica consueta.
Gli indagati del centrodestra: nel Pdl Luca Pedrale, Cristiano Bussola, Daniele Cantore, Alberto Cortopassi, Rosa Anna Costa, Girolamo La Rocca, Lorenzo Leardi, Angiolino Mastrullo, Carla Spagnuolo, Pier Francesco Toselli, Michele Formagnana. Per Fratelli d'Italia, Franco Maria Botta, Marco Botta, Augusta Montaruli, Massimiliano Motta. Per Progett'azione, Angelo Burzi, il canavesano Roberto Tentoni, Rosanna Valle.
E ancora: per la Lega Nord, Mario Carossa, Antonello Angeleri, Roberto De Magistris, Massimo Giordano, Federico Gregorio, Elena Maccanti, Gianfranco Novero, Giovanna Quaglia, Michele Marinello, Riccardo Molinari, Paolo Tiramani. Monica Cerutti di Sel e, per l'Italia dei Valori, Andrea Buquicchio, Luigi Cursio e Tullio Ponso. Infine Andrea Stara (Insieme per Bresso), Michele Dell’Utri (Moderati), Maurizio Lupi (Verdi Verdi). Nessun indagato figura tra i consiglieri del Pd.








