PROFUGHI IN CANAVESE - L'osservatorio migranti scrive al prefetto: «Controllate le cooperative»
Comuni del Canavese e Osservatorio Migranti hanno preso carta e penna per scrivere al Prefetto di Torino e alla Regione Piemonte sulla situazione dei profughi ospiti sul territorio. I Comuni chiedono di poter contare di più. L'osservatorio, invece, ha rilevato delle inadempienze nella gestione dei richiedenti asilo. In particolare sugli 84 migranti oggi ospiti dell'hotel Eden di Ivrea, gestito dalla cooperativa sociale torinese «L'isola di Ariel». L'osservatorio è costituito dal Centro Migranti della Diocesi d'Ivrea, Chiesa Valdese Ivrea, Good Samaritan, Legambiente, L’albero della Speranza, Libera Coordinamento Ivrea e Canavese, Centro Documentazione Pace, MIR Movimento Internazionale Riconciliazione, ZAC cooperativa sociale, Casa delle Donne, Associazione Serra Morena.
 
Nella lettera, dopo aver fatto presente che diversi volontari dell'associazione L'albero della speranza e dei sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil, hanno dato linfa ad iniziative di solidarietà e inserimento sociale dei migranti, l'osservatorio chiede maggiori controlli alla prefettura e alla Regione, in ordine alle presunte inadempienze della cooperativa torinese. «Si rileva la totale assenza della Coop Isola di Ariel nel garantire le 10 ore di insegnamento di italiano come da convenzione - scrive l'osservatorio - altro aspetto rilevante è la carenza di personale. Un operatore giornalmente presente per 84 persone. L’organigramma prevederebbe 2 mediatori culturali, 2 educatori didattici, 1 educatore socio-sanitario, 3 operatori. Da circa 15 giorni è presente un secondo operatore per 2 giorni settimanali che dovrebbe integrare le ore di insegnamento. Si fa presente che sono passati 8 mesi e che l'esame di competenza linguistica A2 per stranieri si tiene a fine maggio. Pochissimi lo potranno sostenere. Il danno agli ospiti è fatto». 
 
Non solo: l'osservatorio ha segnalato al prefetto la composizione degli ospiti che, attualmente, si trovano a Ivrea. «Non si può tralasciare il fatto che la composizione degli ospiti è di 65 uomini e 19 donne, tutti di età compresa tra 18 e 42 anni. Alcune donne sono gravide. Ci sono 3 nuovi nati uno di 5 mesi gli altri di 3 mesi e 1 mese. Esistono dunque nuclei familiari e monoparentali che avrebbero diritto a una sistemazione abitativa più congrua in considerazioni dei soggetti neonati e donne in gravidanza».
 
«Le Associazioni non si propongono certo di sussidiare le carenze delle Cooperative, ma di agire concretamente per il bene comune - sottolinea ancora l'osservatorio migranti del Canavese - chiediamo alle istituzioni di svolgere adeguata sorveglianza e controllo su chi opera nel settore dell'accoglienza ai richiedenti asilo. La situazione evidenzia un non adeguato utilizzo di fondi pubblici, in contrasto con aspetti importanti di tipo innanzitutto etico ma anche legale». L'Osservatorio migranti, al momento, è in attesa di una risposta alle criticità evidenziate. Risposta che, con piacere, pubblicheremo integralmente.