
TORINO - Ieri sera i pro Pal hanno bloccato i binari della stazione ferroviaria di Torino Porta Susa. Poco dopo le 20 sono entrati in azione con un blitz non previsto che ha colto di sorpresa le forze dell'ordine. L'occupazione dei binari ha bloccato la circolazione dei treni per circa tre ore. Stop a tutti i convogli da e per il Canavese, via Sfm1 per Rivarolo, Chivasso e Ivrea sulle altre linee regionali di Trenitalia. Notevoli i disagi. La politica, in particolare il centrodestra, condanna la manifestazione.
«Chi ci rimette? I pendolari della provincia, i canavesani e gli altri lavoratori che arrivano dai territori della provincia di Torino - dice per la Lega il parlamentare Alessandro Giglio Vigna - hanno sfondato una vetrata e sono entrati, occupando i binari 1 e 2. Ancora una volta, chi ci rimette è chi vive nei territori e lavora a Torino. A loro va la mia solidarietà e la solidarietà della Lega». Dello stesso avviso la senatrice Paola Ambrogio di Fratelli d'Italia: «L’occupazione dei binari, con blocco della circolazione ferroviaria, convogli rimasti fermi e numerosi ritardi, rappresenta un atto grave e inaccettabile. Gli autori di questi gesti ancora una volta hanno creato disordini in città abusando della libertà dei cittadini, impedendo loro di muoversi liberamente, e nello stesso tempo utilizzando pretestuosamente la causa palestinese per attaccare il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il governo italiano che più di tutti si è speso per il popolo palestinese».
Anche l'onorevole Daniela Ruffino, segretaria regionale di Azione in Piemonte, è intervenuta sulla vicenda: «Sono soltanto violenti senza ideali o valori i gruppi pro-Pal che hanno occupato i binari a Porta Susa. Se pensano di aiutare in questo modo la causa palestinese o di fermare il massacro di civili ad opera dell’esercito israeliano, sono ingenui oltre che violenti. Provocare ritardi di un’ora e più al traffico ferroviario, con disagi enormi per i viaggiatori molti dei quali sono pendolari, crea una reazione di rigetto nell’opinione pubblica. Il blocco dei treni o di qualsiasi altro mezzo pubblico, o della didattica nelle scuole, non fa avanzare di un millimetro la pace e la fine del massacro a Gaza. Condanno con fermezza le violenze e rinnovo la mia solidarietà alle forze dell’ordine costrette da giorni a vivere situazioni di stress».












