
La viabilità del Canavese occidentale e dell'eporediese è stata al centro di un articolato dibattito nella seduta del Consiglio metropolitano del 31 gennaio, in occasione della discussione di una mozione sul «Ponte Preti» di Strambinello sulla pedemontana, presentata dal gruppo consiliare «Città di città». Al termine della discussione l’assemblea ha deciso che la mozione verrà ridiscussa nella Commissione competente e successivamente riportata in aula per l’approvazione. Il gruppo di centrosinistra ha chiesto notizie sulla gestione del traffico sul viadotto sul torrente Chiusella e ha chiesto che la questione venga affrontata in un confronto serrato con la Regione, ente che potrebbe mettere a disposizione le risorse per realizzare una variante. Il consigliere delegato della Città metropolitana ha spiegato che i tecnici hanno assicurato che il ponte Preti è costantemente monitorato e che non vi sono pericoli imminenti di cedimento. Vi sono semmai problemi sulla parte più superficiale “a vista” dell’infrastruttura, che non destano comunque preoccupazioni in merito alla situazione strutturale.
La realizzazione di un nuovo ponte e la contestuale rettifica della sede stradale - eliminando l’attuale strozzatura e l’andamento tortuoso della 565 - è inserita in un’ipotesi di accordo di programma su di una serie di strade individuate dal Ministero dei Lavori pubblici con il ritorno alla gestione Anas. In merito a tale intervento la Città metropolitana ha da tempo redatto un progetto preliminare. Sono comunque previste nel corso del 2018 una serie indagini diagnostiche sul ponte, con informazioni anche in remoto, per un monitoraggio costante sulla sicurezza dell’infrastruttura. Il Consigliere delegato ha proposto di riesaminare ed emendare la mozione nella commissione competente.
Rimane aperto il tema della necessità di un collegamento più veloce e razionale tra il Canavese occidentale e l’eporediese, sottolineato dal sindaco di Bollengo, Luigi Sergio Ricca, vice-portavoce della zona omogenea 9 Eporediese. Ricca ha passato in rassegna i punti critici della viabilità ex statale e provinciale nel territorio dell’Eporediese, facendo riferimento al progetto di miglioramento e messa in sicurezza della Pedemontana, che avrebbe dovuto collegare in modo più razionale e veloce il biellese, l’eporediese e il Canavese occidentale. Il vice-portavoce della Zona 9 ha precisato che esiste già una valutazione del costo di realizzazione di una variante al ponte Preti, che ammonterebbe a circa 20 milioni di euro.
Il sindaco di Rivarolo Canavese, Alberto Rostagno, portavoce della Zona omogenea 8 Canavese Occidentale, ha ringraziato per le rassicurazioni sullo stato strutturale del ponte, ma ha chiesto un impegno nel confronto con l’Anas per la realizzazione di una viabilità alternativa in una zona interessata da un notevole traffico pesante. Secondo il primo cittadino di Rivarolo, per ovviare alla difficoltà per i tir di incrociarsi sul ponte si potrebbe consentire il traffico pesante sul viadotto in un solo senso di marcia, utilizzando l'autostrada Torino-Ivrea per l'altro senso, ovviamente senza il pagamento del pedaggio.








