PONTE PRETI - Droni e laser per valutare la «salute» della struttura

La Città metropolitana ha consegnato al Club Turati di Castellamonte tutto il materiale inerente al ponte nuovo di Strambinello, meglio noto come "Ponte Preti" lungo la ex statale pedemontana. «Il gruppo di lavoro dei Tecnici del Turati come già comunicato sta valutando attentamente il contenuto - spiega l'ex senatore Eugenio Bozzello che sta seguendo personalmente la situazione - da quando abbiamo lanciato l'allarme qualche cosa di concreto si è mosso davvero. Questo non può che rendermi molto fiero e mi porta ancora a ringraziare tutti quelli che si sono dati da fare senza vincoli di partito. Siamo riusciti a ripuntare i riflettori sulla delicata vicenda del ponte».

Dai dati, secondo il Club Turati, emergono tutta una serie di controlli effettuati dal 2001 in poi. Prima di quella data sembra che non ci siano documento. «In attesa che i tecnici parlino e ci spieghino bene ciò che si dovrebbe ancora fare - aggiunge Bozzello - dal 2001 sono passati ben 17 anni».

La Città metropolitana ha sottolineato nel documento che, «a partire dal mese di agosto, anche a seguito delle segnalazioni ricevute, si è proceduto ad effettuare un'accurata pulizia delle scarpate e taglio piante in corrispondenza del ponte per migliorare l'accessibilità al di sotto dell'infrastruttura e permettere successive campagna di ispezione e monitoraggio. L'ente ha commissionato all'ingegner Emanuele Ferrari  una campagna di ispezione con indagini eseguite mediante utilizzo di drone e laser scanner. Ha richiesto un preventivo per la redazione di uno studio comprendente le risultanze delle campagne di indagine sui materiali, l'analisi strutturale dell'opera, la verifica in condizioni statiche delle strutture esistenti e l'individuazione delle carenze strutturali».

Una volta messi insieme tutti i dati sarà possibile valutare eventuali limitazioni di traffico e di carico sul ponte. L'undici ottobre, inoltre, è stata effettuata una rilevazione dei volumi di traffico in corrispondenza del ponte con risultanze e dati in corso di elaborazione. La Città metropolitana ha comunque intenzione di verificare l'opportunità di mettere in atto soluzioni che «consentano un'effettiva riduzione della velocità in corrispondenza del manufatto e del rispetto dei limiti di velocità tutt'ora in essere». Non trova alcun riscontro, invece, la richiesta di bloccare il transito ai camion.