PONTE PRETI - Bozzello non si arrende: «La battaglia per il ponte non è assolutamente finita»

Soddisfatto per l'esito del convegno ma del tutto convinto che il lavoro di "sensibilizzazione" debba andare avanti. L'ex senatore Eugenio Bozzello non molla di un centimetro sul Ponte Preti. «Sulla base degli interventi e delle testimonianze dell'incontro, ho riscontrato che in molti la pensano come me - dice Bozzello - quella struttura e che quel tratto oggi presenta molteplici criticità; le testimonianze reali di chi passa ogni giorno su quel tratto valgono per me molto di più di quelle che vengono dette da chi le studia solo sulla carta o li vede per alcuni minuti stazionando quel ponte. Sono però anche contento che un primo frutto quell'incontro l'ha portato, la Città Metropolitana si è assunta la piena responsabilità di rassicurare tutti che la struttra è più che idonea, monitorata costantemente e che è idonea anche al passaggio del traffico pesante. Una presa di posizione molto importante, che ha fissato un punto di partenza per qualsiasi cosa possa succedere in futuro; nessuno potrà mai dire che non sapeva».

Ma al netto delle rassicuazioni, resta il problema dell'enorme mole di traffico che ogni giorno attraversa quel tratto di pedemontana. «Quel ponte ha una larghezza di carreggiata pari a 5,60 metri con curve di innesto molto strette e pericolose, mentre i due tronconi di strada hanno una larghezza pari a 7 metri. Non vi è una segnaletica adeguata ad oggi e quella che vi è purtroppo è stata lesionata dai Tir oppure risulta guasta da anni; non vi è un taglio della vegetazione adeguato e costante da anni per far vedere i cartelli rimasti. Mettere a posto almeno quese cose non ha costi impossibili per chi oggi gestisce quel tratto, basterebbe solo un po' di amore del territorio. Le motrici dei Tir hanno una dimensione che va dai 2,40 ai 2,60 metri, quando si incrociano sul ponte sicuramente non hanno il dono di restringersi: la matematica, anche senza Ingegnere Facebook, la conosciamo tutti».

Quello di Bozzello, insomma, è un appello che resta invariato: «Chiedo nuovamente a gran voce che tutte le forze politiche del nostro territorio urgentemete si uniscano per far sinergia e cerchino di iniziare a risolvere almeno questo problema, senza divisioni, senza quel campanilismo che blocca il Canavese, senza guardare il problema del singolo ma per una volta guardare il problema nel suo insieme. Questo non significa creare falsi  allarmismi sui "social" o fare di Fecebook un Ingegnere. Anzi, io ho voluto fare di Facebook, anche se ho 90 anni, una piattaforma che riuscisse a parlare alla gente e per la gente, senza limiti di partito o muri politici».

Bozzello boccia la possibilità di un semaforo che gestisce il traffico a senso unico alternato e ribadisce la richiesta di un blocco temporaneo al passaggio dei Tir e mezzi pesanti. «Non dobbiamo arrenderci, ma dobbiamo unirci perchè solo così finalmente il nostro Canavese potrà ritornare ad esser protagonista nelle scelte politiche torinesi e piemontesi. Solo così la politica vera riesce a ridare fiducia alla gente e a risolvere i problemi. Io amo il Canavese e la sua gente, non ho più ambizioni finalizzate alla mia persona se non quelle di cercare sin alla fine dei miei giorni di aiutare il mio territorio a risolvere i problemi».