
PONT CANAVESE - Terremoto in giunta. L’esecutivo guidato dal sindaco Bruno Riva perde un pezzo. L’assessore Eugenio Reinaudo si è dimesso, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, da assessore (con incarichi in Protezione Civile, Illuminazione Pubblica, Servizi Socio Sanitari, Rapporti con Asl, Cimitero, Politiche Sociali), passando tra i banchi della minoranza. «L’avvicinarsi di un anno di esperienza amministrativa mi ha portato a fare alcune importanti riflessioni. Da sempre mi sono dedicato con passione anche a discapito della presenza in famiglia in diversi settori del volontariato, ultimo in ordine di tempo, in questa delicata fase storica, l’aspetto socio-amministrativo. Essere amministratore comunale è una forma di volontariato molto particolare, perché ti porta a fare delle scelte non solo per noi stessi ma per una comunità che per nessun motivo deve essere penalizzata. Nell’amministrazione comunale che lei guida e della quale faccio parte rilevo l’assenza e l’eccessivo timore nella capacità di decisione e assunzione di responsabilità come dovrebbe essere da parte del Sindaco per non bloccare l’attività amministrativa» ha spiegato Reinaudo.
«Inoltre, come altri cittadini che ci hanno sostenuti, vedo insufficiente la sua presenza presso gli uffici oltre all’incapacità di essere riferimento sicuro ed infondere certezze ad amministratori e funzionari, questo forse a causa degli impegni lavorativi e alle inesperienze amministrative che non riesce a superare per dare il necessari spazio alla complicata guida della macchina amministrativa. In ultimo i fatti segnalati dall’opposizione e contenuti nella richiesta di dimissioni presentata a tutti i componenti della maggioranza non sono stati smentiti. Per un amministratore pubblico sono moralmente troppo scorretti per essere accettati o archiviati come attacchi personali – aggiunge l’ex, a questo punto, assessore - Per questo, sono venute meno le condizioni che mi permettevano di riconoscermi in questa maggioranza, nella quale avevo creduto ma che vista all’opera è priva dell’esperienza e della guida necessaria per un paese come il nostro. Ringrazio tutti i colleghi con cui ho cercato di collaborare, anche se troppo spesso disorientati per la mancanza di riferimento di un capitano coraggioso, sicuro e determinato nello stare al timone della nave».
«Nessun rancore e nulla contro la sua persona, Sindaco Riva, che stimo e continuerò a stimare, ma solo molte le riserve nel ruolo di Sindaco che ricopre, a mio giudizio per le paure che ovunque trova e dalle quali non riesce a distogliersi – ha chiosato Reinaudo - Per questo rassegno le dimissioni da assessore. Non esistono più le condizioni per esercitare le deleghe che mi sono state assegnate. Resterò nell’assise come consigliere di minoranza per non abbandonare la nave su cui i cittadini con il loro voto e fiducia mi hanno fatto salire. Per tanto continuerò ad avere come meta il bene del paese, ma seguendo una rotta diversa. Questo non vuol dire che vado con la minoranza attuale. Il senso di responsabilità sarà lo stesso. Continuerò a confidare nel sostegno che finora ho avuto dai dipendenti comunali e dai volontari delle associazioni ai quali va il mio sincero grazie per la disponibilità sempre dimostrata nei miei confronti».
La decisione di Reinaudo ha spiazzato il primo cittadino pontese: «E’ una descrizione dei fatti quella di Eugenio che non mi aspettavo. Non c’è nulla di conosciuto e non mi aveva avvisato di nulla. Quindi, come accade nella vita, recepisco il tutto e accetto la sua decisione. Avrebbe potuto dirmelo, anche solo telefonicamente. Sono dispiaciuto, ma è un motivo in più quanto successo per imparare perché la vita è fatta di situazioni da cui imparare. Sei hai colto dei momenti di indecisione forse sono dovuti alla freschezza amministrativa che abbiamo messo in campo. Siamo un gruppo di persone però che è stato scelto proprio per questa freschezza amministrativa. Qualcosa di nuovo che ha premiato alle urne. Possono esserci state indecisioni, ma mai paura, di nulla e nessuna. Anzi, tanta volontà di imparare. Secondo me i pontesi hanno scelto 8 concittadini nuovi affinchè potessero fare nuove considerazioni. E io sono grato ai pontesi che mi hanno dato fiducia. La tua decisione, Eugenio, è inaspettata, ma non mi coglie impreparato. Il mio percorso di vita mi ha insegnato ad essere preparato a decine di cose difficili. Quindi è una tua scelta, la rispetto, è un tuo diritto ma non la condivido per un unico motivo: perchè come ho detto avresti potuto dirmelo. Ripeto non ci sono indecisioni. Al massimo solo eccessiva ricerca di correttezza. Ci siamo messi in gioco perché Pont, che è un paese meraviglioso, meritava di avere la possibilità di scelta».








