
Tutto confermato: domenica, come da programma, nell'ambito della prima visita al nascente polo museale dell'ex Manifattura, un pezzo di via Marconi diventerà via Modesto Sandretto. Un omaggio a una figura storica di Pont Canavese. Eppure tiene banco la clamorosa protesta di alcuni residenti in procinto di cambiare indirizzo che hanno formalmente chiesto al Comune di bloccare la cerimonia e non intitolare la via al fondatore dell'omonima azienda. Preannunciando, in caso contrario, il ricorso in procura.
Sessanta firme sono state consegnate l'altra mattina in municipio all'attenzione del sindaco Paolo Coppo. 60 su un centinaio di residenti interessati al cambio di denominazione. «Esprimiamo il nostro dissenso - scrivono i contrari all'intitolazione - perchè la decisione della Giunta è stata presa senza aver preventivamente informato la popolazione residente, senza averne valutato i pareri e l'interesse e, non ultimo, senza aver informato la popolazione dei disagi e dei costi che inevitabilmente saranno conseguenza e colpiranno i cittadini interessati».
«Nulla contro la figura del cavalier Modesto Sandretto, verso cui la popolazione del nostro paese pu soltanto esprimere sentimenti di gratitudine - scrivono i residenti - il nostro dissenso va all'operato dell'amministrazione comunale». I pontesi hanno anche suggerito forme alternative per onorare la memoria di Sandretto, compresa l'intitolazione della piazza di fronte allo stabilimento con la realizzazione di un busto ricordo. «Con molto dispiacere e rammarico informiamo che, nel caso l'amministrazione comunale non ritenesse tener conto di quanto espresso, ci riserviamo di adire all'autorità giudiziaria competente».
Il sindaco tira dritto. «E’ una protesta unica nel suo genere – dice Paolo Coppo – la modifica della toponomastica sarà operativa il 1 gennaio. Abbiamo deciso di anticipare la cerimonia d’intitolazione al 7 settembre per dare modo alla popolazione di partecipare a quello che, secondo noi, è un momento di festa per l’intero paese. Non ci saranno costi o disagi: il Comune si fa carico di tutte le comunicazioni per bollette, uffici, banche e quant'altro. A ogni famiglia abbiamo mandato il prospetto da compilare. In realtà mi pare che la protesta contro la giunta sia motivata solo da vecchie ruggini personali: il problema è nei nostri confronti e questo mi dispiace moltissimo». E sulla possibilità che i dissidenti decidano di rivolgersi in procura, Coppo sorride: «Attendo di conoscere il reato per il quale, io e i colleghi della giunta, siamo stati accusati».








