
PONT CANAVESE - A quattro anni dalla chiusura, il futuro dell'ex casa di riposo continua ad infiammare la discussione politica di Pont Canavese. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Paolo Coppo, sta vagliando tutte le possibilità per non lasciare la struttura in stato di abbandono. L’ufficio tecnico ha predisposto un quadro economico per opere strettamente necessarie per sistemare le principali problematiche, il cui importo si aggira intorno ai 190mila euro, mentre per la completa ristrutturazione dell’immobile la cifra, calcolatrice alla mano, è pari a due milioni di euro.
«Recentemente è stato formalmente pubblicato, per trenta giorni, un bando pubblico per una manifestazione di interesse sulla gestione della struttura in convenzione - spiega il primo cittadino, Paolo Coppo - nell’arco di oltre tredici mesi, abbiamo avuto circa quindici contatti con soggetti che operano nel settore ma solo uno ha presentato formalmente una bozza di proposta per convenzione. A questa manifestazione di interesse, se partecipata, avrebbe dovuto far seguito un secondo bando pubblico per richiedere agli eventuali interessati di formalizzare un progetto vero e proprio. Il secondo bando non c’è stato perché l’interesse rilevato a seguito di tutti gli incontri/sopralluoghi avvenuti non è stato ritenuto sufficiente per affrontare e giustificare una elevata spesa economica a carico del comune per la redazione di un bando pubblico di concessione, peraltro con scarsissima possibilità di raggiungere il risultato».
La giunta fa sapere di essere comunque al lavoro per cercare il modo per riaprire la struttura, che è stata chiusa per problemi strutturali: l’ex ospedale, già accreditato per 40 posti letto come Rsa, è stato quindi inserito tra i beni alienabili del Comune, aprendo la possibilità di vendere l’edificio. «Essendo scontato che il Comune non ha risorse per la ristrutturazione dell’immobile (circa due milioni di euro) e soprattutto non avrebbe le competenze necessarie, di nessun genere per una gestione in proprio, e poiché non ha avuto sufficienti riscontri alla manifestazione di interesse per convenzione, come altra soluzione resta la proposta di eventuale alienazione, sempre con vincolo di stessa finalità. Questa soluzione sembrerebbe più appetibile anche perché nei mesi scorsi erano già giunte al protocollo del Comune quattro manifestazioni di interesse per eventuale acquisto».
Si tratta di una corsa contro il tempo, visto che la situazione della struttura attualmente sta diventando critica come evidenziano dal Comune: «Le notevoli infiltrazioni di acqua, la risalita di umidità, il tetto, gli infissi e gli impianti dopo quattro anni di chiusura richiedono immediate opere di ristrutturazione che l’ente pubblico non può sostenere. Per il solo "tamponamento" delle criticità presenti, peraltro senza risolvere i veri problemi, l’importo stimato è di circa 190.000 euro». L'ex ospedale rimarrebbe comunque una Rsa, anche passando di mano: lo conferma l'accordo sottoscritto in merito dal Comune con l'Asl To4.
Attualmente è in corso una sottoscrizione promossa dai consiglieri comunali Raffaele Costa e Gian Piero Bonatto, per ostacolare l’eventuale vendita della struttura. La raccolta firme non è piaciuta all'esecutivo Coppo che ha replicato invitando con un comunicato social i cittadini «a non firmare senza prima conoscere tutti gli aspetti di questa possibile soluzione». Il 2 agosto scorso, alle ore 11, si è tenuto un incontro nell'ufficio del sindaco con i consiglieri comunali di Noi per Pont. Gli esponenti dell'opposizione hanno ribadito la loro totale contrarietà alla vendita dell'ex ospedale confermando l'intenzione del gruppo di procedere alla raccolta firme per tentare di interrompere la procedura di vendita dell'ex casa di riposo. Costa e Bonatto fanno, inoltre, sapere che a partire dalla giornata del 2 agosto è possibile esprimere il proprio dissenso all'alienazione presso associazioni ed esercizi commerciali del paese che acconsentiranno alla richiesta.








