
PONT CANAVESE - L'avviso esplorativo per affidare in gestione la casa di riposo di Pont Canavese in convenzione non ha portato i risultati sperati. È arrivata una sola manifestazione d’interesse, valida ma insufficiente per procedere. La normativa richiede un confronto tra più proposte per assegnare in concessione un servizio pubblico: senza alternative, l’iter si è bloccato. Ma non è un punto fermo. Il sindaco Paolo Coppo conferma che l’obiettivo resta la riapertura della struttura, chiusa da quattro anni per problemi strutturali.
La giunta ha così deciso di inserire l’ex ospedale, già accreditato per 40 posti letto come Rsa, tra i beni alienabili del Comune. Tradotto: si apre alla possibilità di vendere l’edificio. Una mossa che potrebbe renderlo più interessante per eventuali investitori. Acquistare la struttura e gestirla in autonomia, infatti, è più appetibile che affrontare una ristrutturazione milionaria su un immobile che, pur concesso per trent’anni, resterebbe comunque comunale. Le stime parlano di almeno due milioni di euro per i lavori necessari a rimetterlo in funzione.
L’interesse del Comune è però concreto: ad aprile è stato firmato un accordo con l’Asl To4 per riattivare i 40 posti letto già accreditati, con l’ipotesi di aggiungerne altri 20. In gioco c’è anche il ritorno di 20-30 posti di lavoro e la possibilità di creare un nucleo di continuità assistenziale con i medici di famiglia. Pont continua a cercare soluzioni. L’obiettivo è chiaro: riaprire la casa di riposo. La struttura ha chiuso a fine 2021. I controlli della commissione di vigilanza dell'Asl To1, già dal 2014 avevano rilevato carenze strutturali importanti. La stessa commissione di vigilanza, a fronte di lavori mai eseguiti, aveva poi bollato la struttura come «inagibile», ordinando il trasferimento degli ospiti in altre strutture.








