OZEGNA - Il sindaco Bartoli contro la Regione: «Contributi erogati a chi aveva già i soldi»

OZEGNA - Il sindaco Sergio Bartoli di Ozegna tuona contro l’esito della graduatoria per la concessione dei contributi del bando sulla legge regionale 18/84. La graduatoria è stata pubblicata solo due giorni fa ma ha scatenato parecchi malumori tra le amministrazioni piemontesi escluse dalla concessione dei contributi. La Regione, infatti, attraverso il bando metteva a disposizione 13 milioni di euro per co-finanziare opere strutturali come asfaltatura strade, illuminazione pubblica ed altro. I comuni piemontesi che potevano usufruire sono stati divisi in due categorie: sotto i mille abitanti e sopra. I primi potevano ottenere fino a 80mila euro di contributo, i secondi fino a 160mila.

«Il bando lasciava poco tempo ai Comuni per presentare un progetto al quale veniva attribuito un punteggio in base al grado di progettazione (meno se a livello preliminare di più se in fase esecutiva) ma anche se il Comune metteva una quantità di risorse proprie di co-finanziamento importante (a partire da un minimo del 20%) - dice il sindaco Bartoli - la Regione in appena una settimana ha realizzato la graduatoria, erogando 13 milioni di fondi a ben 296 comuni. Il problema è stata la distribuzione di tali fondi. Chi ne ha ampiamente beneficiato sono stati i comuni di Cuneo (73 comuni con quasi 3,5 di contributo), seguono le province piemontesi di Asti (63 comuni e 2,2 milioni) e Alessandria (49 comuni e 1,3 milioni)».

Ozegna, come molti altri Comuni della Città Metropolitana di Torino, è rimasta esclusa e a bocca asciutta: «Hanno ricevuto il contributo 35 Comuni della Città metropolitana per un totale di appena 900mila euro - spiega il sindaco di Ozegna - con il sistema adottato si sono privilegiati Comuni che disponevano già di maggiori risorse escludendo chi ne aveva maggiormente bisogno, ovvero coloro che per carenza potevano co-finanziare meno. Insomma alla fine si può dire che piove sempre sul bagnato e chi aveva i soldi fa i progetti e chi non può rimane per l’ennesima volta escluso».

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