NUOVO OSPEDALE DEL CANAVESE - Ivrea o Scarmagno? Lettera del Nursind: «Stop ai campanilismi, i sindaci agiscano con responsabilità»

IVREA - Scarmagno o Ivrea? Oppure San Giorgio? O addirittura Montalenghe? La discussione sulla location del nuovo ospedale va avanti e domani è in calendario un incontro tra i sedici sindaci (rappresentanza di tutta l'assemblea) che potrebbe anche risolvere un po' di questioni. In merito arriva la lettera del sindacato Nursind, inviata all'assemblea dei sindaci, all'assessore regionale Luigi Icardi e al commissario Asl To4, Luigi Vercellino. 

Il Nursind, del resto, segue da anni il destino dell'attuale nosocomio eporediese e il futuro di quello nuovo. «Senza volersi in alcun modo sostituire alla politica o limitare il diritto di ogni singolo sindaco di esprimere il proprio pensiero - scrive Giuseppe Summa, segretario del Nursind Torino e infermiere di Ivrea - riteniamo però sia doveroso e rispettoso nei confronti di cittadini e operatori sanitari, chiedervi di mettere da parte inutili discussioni, così come abbiamo avuto modo di leggere nelle ultime settimane. Comprendiamo la posizione di ognuno di voi, ma vi chiediamo un atto di responsabilità che permetta in tempi certi di arrivare a una soluzione. Se possiamo permetterci, il punto non è solo dove costruire un nuovo ospedale, ma soprattutto interrogarsi su alcuni importanti aspetti. Abbiamo avuto modo infatti, di leggere come diversi Sindaci ritengano non sia corretto individuare Ivrea e l'ex area Montefibre sito per il nuovo ospedale, ma non abbiamo compreso il perché.  Se qualcuno dovesse ritenere che lo studio del Politecnico sia troppo datato, allora si chieda un nuovo parere anche in virtù della pandemia che ha messo in evidenza le criticità dell'edilizia sanitaria, ma lo si faccia».

«Ci si è chiesti ad esempio cosa serve realmente al territorio? Ci si è chiesti (come affermato da Icardi) se è prevista una riorganizzazione della rete
ospedaliera Regionale? Se sì, come e quanto potrà impattare sulla scelta della collocazione del nuovo ospedale? Può una città come Ivrea privarsi di un ospedale? Può allontanarsi dai cittadini della bassa Valle d'Aosta e ridurre le entrate legate alla mobilità attiva? Può la città lasciare la gestione della Sanità in mano a una Clinica privata convenzionata? Sono stati considerati aspetti relativi all'umanizzazione delle cure nella scelta del nuovo ospedale? La viabilità? I parcheggi? Insomma, senza volerci dilungare ulteriormente, quello che tutti vi chiediamo quindi, è una presa in carico del problema non basato su proprie idee (anche gli operatori sanitari ne hanno una), ma su evidenze e dati».

«Se non dovesse andar bene l'area individuata, si crei una commissione con un mandato e dei tempi certi, che coinvolga non solo la politica, ma anche una rappresentanza dei cittadini, dell’azienda, degli operatori sanitari e soprattutto dei tecnici esperti, ma lo si faccia senza perdere ulteriore tempo. In caso contrario riteniamo controproducente proseguire con un dibattito basato su campanilismi e criteri non basati su elementi che tengano conto delle esigenze territoriali».