
CANAVESE - Prima iniziativa da parte di «Canavese Riformista», neonato spazio aperto a tutti per discutere liberamente di politica senza bandiere o vincoli di partito. I promotori del gruppo hanno preso carta e penna e scritto ai sindaci del territorio sul tema dell’ospedale del Canavese, prendendo posizione in favore dell’area casello/biondustry park come location migliore per la nuova struttura.
«Negli ultimi anni come cittadini abbiamo assistito ad un insufficiente e poco costruttivo dibattito sulla miglior allocazione del Nuovo Ospedale del Canavese. Salvo rarissime eccezioni, non ci sono state prese di posizione pubbliche da parte dei nostri amministratori locali. Tutto ciò nonostante si tratti di un argomento di primaria importanza, la salute e la sicurezza di circa 200.000 cittadini e di conseguenza, il modo migliore per garantirla – scrivono da «Canavese Riformista» - E mai come negli ultimi due anni, abbiamo potuto capire, sopportando costi umani, economici e sociali enormi, quanto sia importante un sistema sanitario pronto, organizzato, sicuro, capillare e moderno. Per tutti questi motivi ci saremmo aspettati delle forti e diffuse prese di posizione, un unione di intenti e di difesa dell'interesse comune del cittadino canavesano da parte dei nostri primi cittadini per far sì che il nuovo Ospedale del Canavese venga realizzato nel luogo migliore possibile».
«Canavese Riformista» non ha dubbi su quale sia il luogo migliore: «La scelta non può che ricadere nell'area compresa tra il casello autostradale e il Bioindustry Park. Una scelta che rappresenterebbe per decine di migliaia di Canavesani un deciso passo in avanti verso un servizio sanitario locale di qualità e al servizio del cittadino. Per questo motivo abbiamo raccolto in un piccolo documento che abbiamo allegato alla lettera inviata ai sindaci, una sintesi dei motivi per cui la riteniamo palesemente la scelta migliore tra quelle ipotizzate. Lo abbiamo fatto perché speriamo che possano condividere e raccogliere il nostro appello facendo sentire la lorovoce e quella delle migliaia di cittadini che rappresentano».








