
In attesa che il 31 maggio il Tar Piemonte si pronunci sui ricorsi presentati dai comuni di Borgaro e Leinì volti a chiedere l'abrogazione della legge regionale che ha istituito Mappano comune, la corte dei Conti piemontese, il 9 maggio scorso, ha deliberato sull'istanza presentata dai comuni di Settimo, Borgaro, Caselle e Leinì che avevano sollevato dubbi sulla compatibilità economica sulla nascita del nuovo ente. Secondo la magistratura contabile la cosiddetta "invarianza di spesa" non deve essere circoscritta al singolo ente, ma deve tenere conto dell'intera operazione, coinvolgendo tutti i Comuni interessati, compreso Mappano.
Per ovviare agli eventuali squilibri di bilancio, la Corte dei Conti, invita ad utilizzare strumenti concertativi, che permettono, tramite la gestione associata di servizi e funzioni o l'utilizzo del personale mediante la stipula di convenzioni. Non solo gli enti coinvolti devono garantire il pareggio di bilancio non solo utilizzando gli strumenti di cui sopra, ma operando una doverosa revisione della spesa. Una decisione questa che va in direzione opposta a quella presa dalla Corte Costituzionale che nel 2014, ritenendo assolutamente legittima la legge regionale 1/2013 che ha reso possibile la nascita del comune di Mappano, ha ritenuto fondamentale la necessità dell'invarianza di spesa, vale a dire che Mappano può nascere solo se non c'è alcun costo aggiuntivo per la pubblica amministrazione.
Esultano Davide Bono e Luigi Longobardi, candidato sindaco del M5S: «È una vittoria della democrazia, di Mappano, dei mappanesi e di quanto hanno creduto a questa causa sul territorio ed in Regione. La Corte dei Conti, ribadisce la piena legittimità della legge regionale. La nascita di Mappano è sostenibile tramite accordi concertativi. Ora è necessario buonsenso da parte di tutti i soggetti coinvolti. Quel buonsenso mancato alla politica locale da 30 anni a questa parte. Se ne faccia una ragione chi continua a minacciare strumentali ricorsi alla giustizia amministrativa ignorando, di fatto, l'esito di un referendum regionale. E' arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e lavorare tutti insieme per il bene dei cittadini mappanesi e di quelli dei comuni cedenti evitando campanilismi e rivendicazioni anacronistiche». (S.I.)
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