MAPPANO COMUNE - Leini e Borgaro pronti al ricorso al Tar

Le annunciate elezioni amministrative, le prime per il neo comune di Mappano, rischiano di essere cancellate a causa della posizione assunta dai sindaci di Leinì, Gabriella Leone e di Borgaro, Claudio Gambino. Nel corso dell'incontro, molto partecipato, della scorsa settimana, «Mappano comune: cosa cambia per Leinì?, cosa Cambia per Borgaro?», promosso dal gruppo  "Uniti per Leinì", guidato da Daniela Beltramo e Luca Torella, i due sindaci hanno espresso chiaramente che se la Regione non fornirà, in tempi brevi, precise garanzie, precisi impegni, precise convenzioni su quello che sarà il "dopo", verrà presentato un ricorso al Tar che, se accolto, bloccherebbe per l'ennesima volta la nascita del Comune di Mappano.

Per scongiurare questa ipotesi negli ultimi mesi si sono intensificati gli incontri tra la Regione e i Comuni coinvolti.  Per Gabriella Leone e Claudio Gambino l'ente regionale deve farsi carico del danno economico che ricadrà sui Comuni "cedenti", che per Borgaro, potrebbe addirittura portare al default. Per Leinì il costo del divorzio ammonta a 250 mila euro, mentre per Borgaro 400 mila euro, più il costo di 7 dipendenti da trasferire a Mappano che rimarebbero comunque a suo carico.

Non solo, per far si che la Regione cominci a considerare il problema, i due sindaci hanno minacciato di intentare una causa di risarcimento per danno erariale ai consiglieri regionali che avevano approvato la legge (a loro avviso scellerata) per la costituzione di Mappano Comune. La Leone nel corso del dibattito non ha usato mezzi termini: «La vicenda di Mappano Comune rappresenta prima di tutto la sconfitta della politica. Quella politica che nel corso degli anni non ha saputo trovare una soluzione chiara e defiitiva, in un senso, stroncando ogni velleità di autonomia viste le difficoltà degli enti locali, o nell'altro, indicando un percorso definito e funzionale in grado di portare alla costituzione del nuovo Comune senza arrecare danno agli altri».

E rincarando la dose, ha affermato: «Non è possibile sovvertire l'esito della consultazione referendaria che prevedeva che i costi della costituzione di Mappano fossero a carico degli enti superiori e non dei Comuni». Nelle prossime settimane ne sapremo di più. Fermo restando che gli ottomila abitanti di Mappano abbiano il sacrosanto diritto di diventare comune, è anche giusto che gli abitanti di Leinì, Caselle, Borgaro non ne paghino le spese. (S.I.)