MAPPANO - Comune autonomo: tutto fermo ormai da mesi
Il comitato per Mappano Comune torna a farsi sentire. Attualmente la pratica per dare vita alla nuova municipalità è bloccata. «I mappanesi chiedono dall’aprile del 2013 di riavere un organo di governo almeno commissariale, ma non è stato ancora possibile a causa del perdurare della sospensiva cautelare ora rinviata ad ottobre 2015 - dice il presidente del comitato, Francesco Grassi - nessuno pare aver fretta di restituire ai mappanesi i più basilari diritti costituzionali. L’unica certezza è che a più di due anni di distanza dall’istituzione del Comune di Mappano il 31 gennaio 2013, neanche il 31 maggio 2015  potremo eleggere il nostro Consiglio Comunale ed avere qualcuno che ci rappresenti».
 
Il Comitato continuerà la sua battaglia nelle sedi competenti, ma chiede che si arrivi entro il corrente mese di aprile a una definizione della vertenza con la rinuncia di Settimo conseguente all’accettazione delle rassicurazioni della Regione Piemonte. «Se così non fosse non accetteremo l’ennesimo rinvio tattico per non pervenire a soluzione e chiediamo alla Regione Piemonte di presentare la richiesta di revoca immediata della sospensiva cautelare e permettere al Comune di Mappano di riprendere la sua funzionalità amministrativa nell’interesse dei cittadini di Mappano oltre che dei Comuni limitrofi».
 
Il Comitato contesta anche la relazione tecnica dell’ex-provincia che conterrebbe previsioni del bilancio di Mappano errate in vari punti oltre che basate su argomentazioni discutibili sia nel metodo che nel merito. «Dalla nostra analisi preliminare, basata sui dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, in assonanza con i dati della legge regionale, si evince chiaramente che Mappano avrà un normale equilibrio finanziario e il livello della tassazione per i cittadini sarà nella norma e conseguenza della buona o cattiva gestione di chi lo amministrerà».
 
Il comitato chiede che si apra subito nella città metropolitana un serio tavolo tecnico e che ogni documento sia reso pubblico per poterlo valutare e soppesare. «Noi siamo pronti alla leale collaborazione con tutti, ma pretendiamo che lo stesso si faccia nei nostri confronti».
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