MAPPANO - Comune autonomo: riparte il confronto in Regione
«Dopo mesi di vane calendarizazioni siamo riusciti a imporre all'attenzione del Consiglio Regionale il diritto di Mappano a costituirsi come Comune autonomo, coerentemente con il referendum autorizzato dalla Regione». Esulta Maurizio Marrone, consigliere regionale di Fratelli d'Italia. All'ordine del giorno presentato in consiglio si sono "accodati" anche il Movimento 5 Stelle e il Pd. «Siamo contenti si siano accodati - dice Marrone - ma non ci basta: il centrosinistra ha impegnato la giunta Chiamparino a scongiurare futuri ricorsi amministrativi contro il riconoscimento di Mappano, ma non ha preso impegni sul ricorso già pendente davanti al Tar presentato dal Comune di Settimo Torinese».
 
Ricorso che verrà discusso nella prima udienza del prossimo 19 febbraio. «Il vice presidente Reschigna - aggiunge Marrone - ordinando al Pd di bocciare il mio ordine del giorno che impegnava la Regione a invitare formalmente l'amministrazione comunale di Settimo a ritirare il ricorso, ha rivendicato espressamente di non volersi ingerire nelle scelte del sindaco Puppo. Insomma se cane non mangia cane, compagno non mette in difficoltà compagno». Per ora, insomma, Settimo tira dritto nella sua campagna del "No" a Mappano Comune.
 
«Speriamo che il Comune di Settimo sia disposto a rinunciare al ricorso e tornare al tavolo della trattativa - dice Francesco Grassi del Comitato per la Costituzione di Mappano Comune - sarebbe una scelta lungimirante per il bene dei cittadini e per non sprecare ancora prezioso denaro pubblico. Un ulteriore e indefinito allungamento del processo non farebbe che aggravare la situazione di blocco amministrativo di Mappano ed aumentare le spese legali e quanto gli amministratori responsabili dovranno eventualmente risarcire ai cittadini danneggiati». 
 
Grassi si dice comunque fiducioso «perché le argomentazioni del Tar che hanno permesso la celebrazione del referendum dell'11 novembre 2012 e la pronuncia della Corte Costituzionale di giugno sono la naturale premessa per una sentenza di rigetto del ricorso. Siamo comunque pronti a sostenere le nostre ragioni anche presso il Consiglio di Stato. Abbiamo ancora pazienza e fiducia delle istituzioni repubblicane, il nostro sogno sta per realizzarsi».
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