Mucche e pecore al pascolo. Ma solo se autorizzate. Pugno di ferro della prefettura di Torino per tentare di risolvere il problema dei pascoli vaganti abusivi. Il viceprefetto Marita Bevilacqua (già commissario del Comune di Feletto negli anni scorsi) ha auspicato il rafforzamento dell’opera di controllo e di repressione da parte delle forze dell’ordine e l’intensificarsi dei controlli igienico-sanitari da parte dei servizi regionali.
E’ stata inoltre presentata dall’assessorato alla Sanità della Regione Piemonte una bozza di una nuova ordinanza che prevede il divieto di movimentazione abusiva dei bovini, il ritiro, entro tre giorni dall’ordinanza, dei passaporti dei capi in questione, e l’indicazione da parte dei Comuni di un luogo dove il servizio veterinario potrà effettuare i controlli. «Occorre continuare nella direzione del coordinamento – commenta il consigliere regionale Roberto Tentoni, promotore del tavolo di crisi - il fenomeno dei pascoli abusivi vaganti sta assumendo le dimensioni di una vera e propria emergenza non più tollerabile dalle popolazioni locali».
Prossimo summit in prefettura a febbraio per fare il punto sul lavoro svolto. «Non si può lasciare che il lavoro di molti agricoltori onesti venga vanificato da persone senza scrupoli, proprietari di mandrie incustodite che si spostano in modo incontrollato provocando gravi danni a terreni e coltivazioni» hanno denunciato ancora una volta i sindaci del territorio e i rappresentanti degli agricoltori danneggiati.
Quello delle mandrie abusive è un problema che riguarda in maniera particolare il Canavese. L’attività della Regione, infatti, ha preso spunto dal grido d’allarme lanciato di recente dai sindaci di molti Comuni della zona. San Benigno, Ciconio, Lusigliè, San Giorgio e Agliè solo per citare i più colpiti.








