
LOMBARDORE - L'onorevole Monica Ciaburro, vicepresidente della Commissione difesa a Montecitorio, con il collega Marco Padovani di Fratelli d’Italia, membro della medesima Commissione, ha visitato «Aris Spa», azienda leader nel settore della difesa che ha sede a Lombardore. I due parlamentari sono poi stati al 3° Reggimento Alpini a Pinerolo, al 1° Reparto Sanità Torino e al 1° Reparto Manutenzione Velivoli di Cameri.
«Una visita intensa, che ci ha consentito di toccare con mano rispettivamente realtà di eccellenza nella formazione militare, nella sanità e nel campo della manutenzione aeronautica. In riferimento all’area del Poligono Esperienze Armamenti di Lombardore, la visita ha permesso di valutare le prospettive legate all’eventuale istituzione di un presidio stabile all’interno dell’area, che possa svilupparsi nel rispetto delle esigenze di tutela ambientale e sapendo coniugare ambiente, agricoltura e visione strategica in ambito Difesa e Sicurezza nazionale».
Dello stesso avviso il consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Roberto Ravello: «La visita ad Aris, nell’ambito della missione della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, ha confermato il valore strategico di una realtà industriale che rappresenta un’eccellenza del nostro territorio e un presidio importante in termini di innovazione, occupazione qualificata e filiera produttiva legata al comparto della Difesa. In questo quadro si inserisce anche la riflessione sull’area demaniale di Lombardore, che può essere oggetto di una valorizzazione sostenibile in ambito Difesa, pienamente compatibile con il contesto del Parco della Vauda. L’ipotesi di un presidio stabile rappresenterebbe un elemento strategico per rafforzare sicurezza e controllo del territorio, contribuendo anche alla prevenzione di criticità, come il tema degli incendi, e generando al tempo stesso opportunità economiche, infrastrutturali e occupazionali. La sfida è costruire una visione che tenga insieme tutela ambientale, sviluppo e presenza strategica dello Stato, valorizzando le vocazioni del territorio anziché comprimerle».








