LOMBARDORE - Pannelli solari nella Vauda, è polemica: «La riserva non è in stato di abbandono»

LOMBARDORE - Sta facendo nuovamente molto discutere l’ipotesi di un parco fotovoltaico nella Riserva naturale della Vauda. Sulla vicenda ha recentemente preso posizione il Movimento Spontaneo Canavesano Tutela Ambiente Amici Del Parco Della Vauda. Il sodalizio boccia in maniera netta il progetto: «Purtroppo dobbiamo nuovamente iniziare a vigilare con maggiore attenzione, sulla nostra Riserva Naturale della Vauda. Ci sono nuovi interessi speculativi che con la menzogna di risolvere i problemi energetici e con l'illusione dell'agrivoltaico, creano nuovi argomenti per installare il fotovoltaico all'interno della Riserva».

«La prima considerazione di questi individui è che la nostra meravigliosa Riserva sarebbe in "grave e miope abbandono" – spiegano dagli Amici del Parco della Vauda - La prima domanda che sorga spontanea è se questi signori, si riferiscono a tutti i 2800 ettari della Vauda oppure ai due metri bordo strada che vedono passando con le loro automobili. La seconda domanda è se conoscono la lingua che si parla in Italia. Sanno cosa significhi Riserva Naturale della Vauda, soffermandoci sul termine “naturale”. Inoltre proponendo l'agrivoltaico, come soluzione che possa coesistere con la biodiversità che oggi è presente all'interno di questo nostro territorio, dimostrano carenza d'informazione per non dire che mentono sapendo di mentire. Il fatto che i pannelli fotovoltaici vengano installati su supporti che li distanziano di alcuni metri da terra, non è ininfluente sulla flora e neppure sulla fauna. Oltre ad una maggiore ombreggiatura del terreno ed a una maggiore umidità, vista l'estensione che per produrre qualche chilowattora tale installazione deve avere, costituisce un grave pericolo per l'avifauna soprattutto se migrante».

«Inoltre si dimenticano di menzionare le strade che devono essere fatte per permettere il passaggio di mezzi pesanti per il trasporto e l'installazione dei pannelli, strade che verranno mantenute per il passaggio dei mezzi per la manutenzione che avverrà con l'uso di sostanze chimiche che ovviamente ricadranno sul terreno – concludono dall’associazione ambientalista - Inoltre ci saranno cabine in calcestruzzo per ospitare le necessarie apparecchiature elettriche e scavi per interrare i cavi con terra di risulta che andrà ad incidere negativamente sul terreno naturale e che verrà trasportata e distribuita chissà dove. E non parliamo della ferita al paesaggio. Bisogna vigilare ed essere pronti a lottare una volta di più per la nostra bella Vauda».