LOCANA - Stop allo sci, Alpe Cialma chiusa: «Allibiti e sconfortati»

LOCANA - Niente sci all'Alpe Cialma di Locana. Una decisione del governo che non è piaciuta in Canavese come in tutto il resto d'Italia. Mauro Guglielmetti, vicesindaco di Locana: «Sono allibito e sconfortato da questa decisione che è giunta a poche ore dalla riapertura degli impianti. Tutti ci siamo mossi secondo le direttive che erano state comunicate e nel pieno rispetto delle regole. Forse al Governo non si rendono conto dell'impegno e degli sforzi economici che hanno sostenuto i nostri gestori di impianti e i ristoratori; giorni di lavoro continuo per battitura e preparazione degli impianti, assunzioni di personale, misure e norme di sicurezza preparate nei minimi dettagli come da indicazioni. Come amministratori credevamo tutti in questo piccolo spiraglio di apertura, per salvare almeno una piccola parte di una stagione sciistica già fortemente e irreparabilmente compromessa». 

Dello stesso avviso Igor De Santis, vicepresidente di Uncem Piemonte e sindaco di Ingria: «Il 15 Febbraio dopo una lunghissima attesa, avrebbero dovuto aprire le stazioni sciistiche e con esse sarebbe dovuta risorgere la speranza per le migliaia di famiglie che vivono grazie a quella che è "l'industria" della montagna. Oltre al profondo sconforto per l’ennesimo rinvio, persiste una profonda amarezza per le modalità con le quali è stato comunicato. La salute è un principio fondamentale da tutelare ad ogni costo, ma credo che sia altrettanto doveroso ed importante valutare i modi con cui applicare questo principio sacrosanto. Un nuovo veto a dodici ore dalla riapertura credo sia irrispettoso. Non discuto un parere tecnico di cui non ho le competenze, mi verrebbe però da suggerire che alcuni valori di etica, rispetto e coerenza non dovrebbero essere mai messi in secondo piano".

Infine, Alessandro Giglio Vigna, deputato della Lega: «Da ieri mi stanno chiamando operatori, amministratori, lavoratori dell'indotto montagna. Ribadiamo la necessità di un cambio di marcia, errori come quello di ieri, sulla non riapertura degli impianti sciistici, non devono più ripetersi. La gente e chi lavora in alta quota merita rispetto, la montagna non è un pezzo di paese che si può chiudere ed aprire a piacimento, dietro ogni attività umana nelle Valli vi sono preparazione e sforzi anche economici inimmaginabili per chi non vive in quei territori».