
LOCANA - Taglio del nastro, questa mattina in frazione Praie a Locana, per il nuovo acquedotto della Valle Orco. Un'opera realizzata dalla Smat con un investimento complessivo di 252 milioni di euro, di cui 129 finanziati con il Pnrr. Il nuovo acquedotto servirà una cinquantina di Comuni del Canavese e dell'eporediese utilizzando l'acqua di montagna delle dighe del Gran Paradiso. Tra gli intervenuti alla cerimonia il ministro dell'ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, la vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, l'assessore regionale Matteo Marnati.
«Questa è una dimostrazione di capacità del fare - ha detto il ministro Pichetto Fratin nel corso della tavola rotonda - qui i lavori sono stati fatti in meno di tre anni, un dato che non è mai scontato. Sono fondi Pnrr spesi bene perché è un'opera che guarda al futuro della gestione idrica». L'obiettivo è di mettere in sicurezza l’approvvigionamento idrico del Canavese utilizzando l'acqua di alta qualità del Gran Paradiso (raccolta negli invasi dell'Agnel, di Ceresole, Eugio, Serrù e Teleccio) con una capacità complessiva di 84 milioni di metri cubi. Acqua che, fin qui, è sempre stata utilizzata principalmente per le centrali idroelettriche. Questo permetterà di garantire l’approvvigionamento idrico anche in periodi di crisi o siccità.
«L’opera consentirà di utilizzare per scopi idropotabili le acque degli invasi del Gran Paradiso e contribuirà a risolvere le criticità quantitative e di vulnerabilità del sistema esistente, legate anche ai cambiamenti climatici che incidono in maniera considerevole sulla disponibilità, sulla distribuzione della risorsa idrica nonché sulla qualità della stessa, garantendo un servizio sempre più efficiente ed una fornitura di acqua di qualità elevata ai cittadini del Canavese, dell’Eporediese e del Calusiese», sottolinea l’amministratore delegato di Smat, Armando Quazzo.
«Si tratta dell’opera che rappresenta la miglior capacità di programmazione e progettazione di Smat e dimostra la necessità di rafforzare la resilienza nell’approvvigionamento idrico dando priorità all’utilizzo idropotabile delle acque degli invasi di alta montagna nel Parco del Gran Paradiso. Le sfide poste dai cambiamenti climatici e gli standard ambientali sempre più stringenti stabiliti dalle norme europee impongono il consolidamento di realtà industriali in grado di sostenere finanziariamente ed in modo strutturato investimenti così importanti per le comunità. Una prova molto sfidante che Smat ha dimostrato di saper affrontare e concludere positivamente», ha evidenziato il presidente Paolo Romano.












