LEINI - In marcia per la legalità, uniti contro la mafia - VIDEO

Ricordare, ma anche ribadire il primato dello sforzo per affermare la legalità: sono i due temi della Giornata della Legalità nel giorno del ventiquattresimo anniversario della Strage di Capac, in ricordo di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti delle loro scorte. Mercoledì scorso, Leinì è stata attraversata dal lunghissimo e coloratissimo corteo di bambini, genitori, nonni ed insegnanti. Una marcia per la legalità organizzata dagli alunni della scuola elementare “Anna Frank”, che nel corso dell’anno hanno partecipato al progetto sulla legalità, fatto di incontri e laboratori, promosso dall’amministrazione comunale, in collaborazione con l’associazione Acmos, e finanziato con il risarcimento per danno d’immagine, versato da Nevio Coral, ex sindaco della città, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. 

Durante il percorso sono stati toccati tutti gli edifici pubblici della città, dove sono state poste decine di piastrelle, dipinte dai bambini, a ricordo e monito di tutte le vittime innocenti di mafia. Raggiunta Piazza Vittorio Emanuele II, il lungo corteo, più di seicento persone, si è sciolto facendo volare decine di palloncini colorati, leggendo alcuni brani e cantando “I cento passi”, brano dedicato a Peppino Impastato e la “canzone dei diritti dei bambini”. La manifestazione è proseguita con gli interventi Paola Caccia, la figlia del magistrato torinese Bruno Caccia, ucciso dalla ‘ndrangheta nel 1983, che ha ricordato il ruolo e l’impegno di suo padre per contrastare le infiltrazioni mafiose, nel Piemonte dei primi anni ottanta: “Mio padre era una persona normale, come tutti noi.  Credeva e perseguiva i valori della giustizia e dell’onestà. Valori che ha trasmesso a noi figli e  che io trasmetto non solo ai miei figli, ma ai ragazzi ai quali insegno, in modo che nella loro vita, qualunque cosa succeda, si comportino da persone oneste. Quelle bellissime piastrelle che avete attaccato ai muri vi servano come guida nella vostra vita”.

Il sindaco Gabriella Leone, nel suo discorso ai bambini, ha rimarcato che: “Come ha ricordato il giudice Caponetto, la mafia ha paura delle scuole e della cultura, più della giustizia. Quindi il cambiamento dovete farlo voi. Oggi, manifestando per le vie della città, avete dato una lezione agli adulti, dicendogli che la legalità è importante, è bene comune. L’ingiustizia, la sopraffazione, possono nascere anche fra i banchi di scuola.  Non dovete immaginare che queste siano cose che riguardano solo gli adulti. Legalità significa rispetto, condivisione delle regole, che devono valere per tutti, perché le mafie si insinuano e dominano laddove manca la cultura della legalità, che è costituita da tante piccole e grandi regole che dobbiamo imparare tutti  a rispettare”. (S.i.)