
LEINI - La situazione pandemica purtroppo resta drammatica. Il Piemonte è di nuovo zona Rossa. Tra i provvedimenti restrittivi c’è la chiusura delle scuole con il ritorno alla didattica a distanza. Una scelta che ha provocato non pochi disagi e che ha spinto i genitori ad organizzare un flash mob in Piazza Primo Maggio a cui hanno partecipato anche il sindaco Renato Pittalis e il suo vice Cristina Bruno, che ha in capo la delega all’istruzione. I genitori sono convinti che la soluzione del problema non sia legata alla chiusura delle scuole in quanto i problemi reali sono fuori, a causa degli assembramenti nei parchi o nelle piazze.
Sulla questione è intervenuta Gabriella Leone, ex sindaco di Leini, nonché medico di famiglia, impegnata, quotidianamente a fronteggiare la pandemia. «In termini di contagio la situazione a Leini è risultata peggiore rispetto ad alcuni comuni limitrofi anche perché, prima di diventare zona rossa, avevano mantenuto aperte le scuole. E poi l’amministrazione Pittalis non presidia il territorio. Non svolge un’attività di sensibilizzazione».
Mancano quindi azioni concrete per fronteggiare l’emergenza sanitaria e sociale? «Direi proprio di si. L’amministrazione pubblicizza freddamente circa l’evoluzione dei casi da Covid-19, ma è assente e manchevole anche dal punto di vista della comunicazione ai cittadini, in un momento invece che richiederebbe un grande sforzo informativo per aggiornare la popolazione su quello che si sta facendo e che si intende fare, per cercare di far fronte alle innumerevoli questioni che gravano sulla nostra comunità a causa dell’emergenza sanitaria, economica e sociale».
"Progetto Leinì" ha presentato un’interrogazione sulla mancata presenza in città di una struttura per la somministrazione del vaccino anti-covid-19, cosa ne pensa? «La logica vorrebbe che i cittadini leinicesi si vaccinassero in città. Bene ha fatto il gruppo di Faccilongo ha chiedere lumi. In altri comuni, da Volpiano a San Giusto, stanno per essere realizzati centri vaccinali, mentre noi leinicesi, al momento, siamo costretti a recarci a Settimo, anche se il Sindaco ci ha comunicato che è intenzione dell’amministrazione individuare un sito ad hoc per realizzarne uno anche a Leini. Spero che riesca nel suo intento, ma forse si è mosso un po’ in ritardo».
Come personale medico vi sentite supportati? «Personalmente non mi sono sentita particolarmente supportata. Abbiamo avuto due incontri. Il primo, quest’autunno, per la consegna dei saturimetri comprati con i soldi dello stato centrale e il secondo è stato solo una comunicazione con la referente di equipe. Il prossimo si terrà venerdì per il progetto del centro vaccinale».
Qual è stata la maggiore difficoltà che ha riscontrato in questa terza ondata di contagi? «Far rispettare le misure per il contenimento del virus. Purtroppo l’attenzione è calata, sembra che ci sia abituati anche ai morti, ma il virus c’è e non bisogna sottovalutarlo».
Quali consigli si sente di poter dare ai suoi concittadini? «Se vogliamo uscire da questa pandemia dobbiamo innanzitutto vaccinarci, rispettare il distanziamento sociale, indossare la mascherina e questo lo dico soprattutto ai giovani, anche se costa fatica, ma è importante per tutelare i famigliari più anziani». (S.i.)








