LEINI - Chiabotto «nauseata», opposizioni furenti

LEINI - «Ringrazio per questa nomina i miei colleghi consiglieri. Mi impegnerò nel ricoprire questo ruolo con onestà intellettuale, rispetto e imparzialità, per favorire una dialettica democratica tra tutti i gruppi, e non permetterò a nessuno di andare oltre i limiti del regolamento e della civiltà».  Così parlò, emozionata, Elisa Chiabotto, al momento della sua elezione a Presidente del consiglio comunale di Leini. Premesse che a detta dell’opposizione sono state ampiamente disattese. Motivo del contendere? Gli orari di convocazione dei consigli comunali alle 17. Un orario che le opposizioni ritengono inopportuno, soprattutto in piena pandemia, perché non tiene conto del fatto che  il consigliere Giuseppe Musolino (Progetto Leini) e la consigliera Gabriella Leone (Uniti per Leini) entrambi medici di base, sono ancora impegnati ben oltre il loro orario di lavoro. 

Per protesta, Pierluigi Leone, nell’ultimo consiglio comunale dell’anno, annuncia che “Uniti per Leini” lascia la Commissione per la revisione dello Statuto: «Avevamo dato la nostra disponibilità a partecipare attivamente alla commissione. Adesione che era basata su una, poi rivelatasi  mal riposta, aspettativa di cambiamento di atteggiamento da parte della maggioranza. Nonostante, il capogruppo Navilli, ad inizio mandato avesse dichiarato che le convocazioni degli organismi consiliari, avrebbero tenuto conto delle esigenze lavorative di tutti, i fatti, hanno dimostrato l’esatto opposto». 

Dura e inaspettata la reazione del Presidente del Consiglio Elisa Chiabotto: «Sono un po’ nauseata. In questa sede siamo tutti amministratori comunali, non siamo medici, non siamo psicologi, non siamo operai: siamo amministratori comunali. Se non si riesce a far sposare questo impegno con la propria attività lavorativa, a una delle due bisogna rinunciare. Sono sconvolta che si debba modificare l’orario del Consiglio per andare incontro alle esigenze di una o due persone». 

Parole che hanno irritato e non poco il consigliere Francesco Faccilongo (Progetto Leini): «Presidente, dopo un anno e mezzo il linguaggio che dovrebbe aver acquisito per il suo ruolo non è consono. Vorrei venisse messo a verbale che lei si è dichiarata “nauseata” dopo che un consigliere ha mosso dei rilievi. Questo termine è fuori luogo, soprattuto per il ruolo che lei svolge. Non è accettabile. Il mio collega Musolino è medico di base, e il suo lavoro, come quello della consigliera Leone, in questo momento ha una certa priorità, dal momento che si stratta di assistere persone che magari hanno sintomi gravi. Non avere sensibilità per queste cose, e liquidare tutto dicendo che si sente nauseata, è una reazione fuori misura e non rispettosa del ruolo che svolgiamo. Lei non è il capoclasse. Il Consiglio non è un votificio, dove prima si vota e prima si va a casa. Qui le persone che rappresentano i leinicesi devono avete la possibilità di dire quello che pensano, e lei deve ascoltare senza impiegare termini squalificanti nei confronti dei consiglieri come quello che ha usato».

Sulla vicenda interviene anche Italia Viva di Leini che in un comunicato stampa esprime il proprio disappunto: «Esprimiamo forte dissenso nei confronti delle dichiarazioni del Presidente Chiabotto, che ha osato definire nauseabonde alcune legittime richieste dei gruppi di opposizione. Il confronto democratico, anche quando aspro e duro, non può prescindere dal rispetto istituzionale che si deve a tutti i componenti del consiglio comunale perché tutti rappresentanti della collettività leinicese. Il Presidente del Consiglio comunale deve essere soggetto terzo e difendere la libertà di espressione di tutti i gruppi consiliari e relativi consiglieri e non essere "tifosa" della parte che l'ha eletta». (S.i.)