
Riceviamo e pubblichiamo da Cgil, Cisl e Uil di Ivrea e Canavese un comunicato sul licenziamento di Franco Minutiello, l'operaio di Cuorgnè in forza alla Teknoservice colpito dal morbo di Parkinson.
«Siamo a conoscenza solo di alcuni dettagli relativi alla vicenda poiché, legittimamente, il lavoratore ha scelto di rivolgersi ad un proprio legale di fiducia anziché attivare le Organizzazioni Sindacali. Non è però il primo caso che si verifica nella nostra provincia. Pensiamo ad Isabella, educatrice licenziata da una cooperativa, o al lavoratore della Oerlikon, il quale avendo subito un trapianto di fegato, si è forzatamente dovuto assentare oltre il periodo di comporto previsto dal CCNL. La reazione pronta dei suoi compagni di lavoro, del Sindacato, delle istituzioni hanno convinto l'azienda, che l'aveva immediatamente licenziato, a fare marcia indietro.
La logica di licenziare chi si ammala gravemente è inaccettabile e va respinta. Le aziende possono applicare norme di legge esistenti che consentono di attivare risorse Inail per approntare una adeguata postazione lavorativa e/o la formazione ad altre attività, anziché licenziare. Non possiamo assistere ad uno stillicidio di licenziamenti in capo a lavoratori colpiti da gravi malattie. Saremo sempre a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, soprattutto di quelli più deboli, per tutelare la loro dignità ed i loro diritti e per evitare ogni forma di discriminazione.
Per questo pensiamo che le Aziende debbano esplorare ogni modalità possibile per permettere ad ogni lavoratore di mantenere l'occupazione; non si tratta di “fare la carità”, ma di esercitare quella responsabilità sociale delle imprese richiamata dalla nostra costituzione, a tutela della dignità di ogni persona che lavora. Pensiamo anche che sia urgente un intervento sul piano legislativo per garantire la massima tutela a lavoratori che versano in queste condizioni. Le aziende devono fare, fino in fondo, la loro parte. Il profitto non può essere l'unico parametro di riferimento e a cui tutto va assoggettato».
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