LAVORO - Il Papa riceve i vertici di Confindustria e cita Olivetti: «Se la forbice tra gli stipendi è troppo alta si ammala la società»

CITTA' DEL VATICANO - Papa Francesco ha ricevuto in udienza ieri in Vaticano i vertici di Confindustria. Circa 4600 i membri ricevuti ieri mattina nell'aula Paolo VI impegnati nell’annuale assemblea pubblica che quest’anno si è conclusa in via straordina in Vaticano. 

Il Papa ha chiesto un sistema fiscale equo e non corrotto e ha lanciato un monito contro ogni forma di sfruttamento e di negligenza nella sicurezza, in particolare dei migranti, e alle donne licenziate perché incinte. Poi l’invito agli impresari a non perdere «contatto» con la vita dell’impresa e a creare lavoro per i giovani. Il Papa ha invitato gli industriali a seguire l'esempio di Adriano Olivetti.

«Se la forbice tra gli stipendi più alti e quelli più bassi diventa troppo larga, si ammala la comunità aziendale, e presto si ammala la società. Adriano Olivetti, un vostro grande collega del secolo scorso, aveva stabilito un limite alla distanza tra gli stipendi più alti e quelli più bassi, perché sapeva che quando i salari e gli stipendi sono troppo diversi si perde nella comunità aziendale il senso di appartenenza a un destino comune, non si crea empatia e solidarietà tra tutti; e così, di fronte a una crisi, la comunità di lavoro non risponde come potrebbe rispondere, con gravi conseguenze per tutti».

«Il valore che voi create dipende da tutti e da ciascuno: dipende anche dalla vostra creatività, dal talento e dall’innovazione, dipende anche dalla cooperazione di tutti, dal lavoro quotidiano di tutti. Perché se è vero che ogni lavoratore dipende dai suoi imprenditori e dirigenti, è anche vero che l’imprenditore dipende dai suoi lavoratori, dalla loro creatività, dal loro cuore e dalla loro anima: possiamo dire che dipende dal loro “capitale” spirituale, dei lavoratori».