
IVREA - Ospite del Fai per l'importante acquisizione della chiesa e del convento di San Bernardino a Ivrea, il sottosegretario di Stato, Vittorio Sgarbi, nel suo intervento a conclusione della mattinata, ha parlato a lungo di Olivetti, dello Spanzotti e del Fai, a suo avviso di gran lunga migliore anche dell'Unesco. Nel video alcuni momenti significativi del suo intervento.
Tra i passaggi più significativi quello sull'Unesco a Ivrea: «Qui si conferma la mancanza di dignità culturale da parte dell'Unesco che è un grande ente di promozione turistica ma è un ente essenzialmente inutile al quale tutti concorrono per avere dei benefici di una pubblicità che non corrisponde ai finanziamenti che, invece, distribuisce questo ministero - ha detto Sgarbi - a Ivrea l'Unesco è stato in grado di vincolare come patrimonio dell'umanità la città industriale escludendo ciò che ha fatto partire tutto, cioè questo nucleo di edifici che sono il cuore dell'avventura Olivetti. E' stata una forma di mancanza di intelligenza non connettere il progetto industriale di un umanista come è stato Olivetti con questo luogo».
Sgarbi ha invece speso parole di grande apprezzamento per il Fondo per l'Ambiente Italiano al quale il convento di San Bernardino, ex casa della famiglia Olivetti, è stato donato dagli eredi di Adriano e da Tim: «Credo che il Fai abbia fatto meglio dell'Unesco e qui sarà tutto bellissimo. È sicuramente la parte più alta del ministero della cultura nella sua componente non riconosciuta, tanto che meriterebbe in dipartimento. Ha migliaia di iscritti, più di tanti partiti. Con una forte rete territoriale di direzioni regionali, delegazioni e gruppi. Un movimento della cultura e della bellezza che potrebbe avere un consenso elettorale importante per insegnare alla politica quanto è fondamentale fare cultura fuori dalla retorica».
Il pubblico ha apprezzato numerosi passaggi, compreso quello relativo alle opere di Spanzotti, a partire dal capolavoro del Rinascimento italiano «Vita e passione di Cristo» che si trova proprio nella chiesa di San Bernardino. Con un accenno a Fedez: «In nessun luogo d'Italia c'è una luce vera come quella che si vede in queste primizie di Spanzotti. Che io sento come essenziale anche se credo che nessun italiano lo conosca. Se voi faceste una verifica di quanti conoscono Fedez e di quanti conoscono Spanzotti saremo 15 milioni a uno...».












