
Viviamo Ivrea all'attacco sulla situazione delle scuole comunali della città. «Curioso leggere le trionfali affermazioni sulla sostituzione degli infissi alla scuola primaria Massimo d'Azeglio, in quello che viene definito un lavoro che nel corso degli anni ha "garantito al meglio la parte manutentiva degli edifici in vista del primo giorno di scuola". Peccato che tutte (sì, tutte) le scuole cittadine lamentino pecche manutentive e di sicurezza, che manchino certificati obbligatori e che dirigenti, insegnanti e allievi si trovino costantemente a fare i conti con magagne dovute all'assoluta assenza di un piano di manutenzione degno di questo nome».
Il gruppo sottolinea il volontario e non dovuto lavoro dei genitori degli alunni alla scuola Fiorana che si sono improvvisati imbianchini per rendere dignitose le aule dei loro figli. Mettendo anche mano al fondo cassa comune «perché il Comune non ha fornito loro tutti i fondi necessari per l'acquisto». «In un'ottica di retorica degna di altri tempi, oltre alle "inaugurazioni" delle quattro sedi che ospiteranno temporaneamente (per tre anni, ben che vada), i piccoli del Nido Olivetti, il comunicato si conclude con la "restituzione" della scuola media Arduino al medesimo primo re d'Italia. Giovanni Falcone, invece, continua a vedere la sua scuola occupata dal pur meritevole Leonardo Da Vinci e chissà se mai riuscirà a riaverla».
«Speriamo che nei prossimi mesi i nostri amministratori tengano fede alle parole del Sindaco, che ha auspicato la "Collaborazione tra amministrazione, istituti scolastici, personale docente e famiglie". Sarebbe davvero una bella novità, dopo anni di disinteresse, di promesse non mantenute e di tacùn messi lì a tamponare le situazioni più critiche».








