IVREA - Scritte razziste, Salizzoni: «Quelle scritte sono come rutti»

IVREA - «Cara Maria, conosco te e la sua famiglia, e ho avuto modo di conoscere tuo padre e la sua musica. Per questo voglio dirti che le incivili scritte apparse su un muro della nostra Ivrea non devono intimorirti. Non ti curar di loro, né dei loro autori. Quelle scritte sono come rutti partoriti dal vuoto di coscienza e di conoscenza. Rumori scurrili utili a coprire il nulla di chi li ha emessi, e che costituiscono un insulto all’intera città. Graffiti vandalici di qualche nostrano "difensore della razza", la cui matrice è da rinvenirsi in quella mistura di ignoranza, intolleranza e stupidità, che talvolta si traduce in gesti, simboli o parole che nulla hanno a che vedere con i valori fondanti la nostra comunità. Una comunità di cui tu e la tua famiglia siete da sempre parte. Vi abbraccio». Con queste parole il vice Presidente del Consiglio regionale Mauro Salizzoni ha commentato le scritte razziste apparse in via Olivetti, ad Ivrea, rivolgendosi direttamente alla giovane donna vittima degli insulti.

Anche la Cgil scende in campo contro il razzismo dopo gli ultimi episodi a Ivrea, dove sono comparse sui muri di una palazzina scritte contro una giovane donna di colore. «Quanto accaduto si inserisce in un clima di odio e intolleranza che alimenta inaccettabili atteggiamenti razzistici - dicono dalla Cgil Torino - ed è incredibile che un vicesindaco parli di sensibilità diverse in una città che ha sempre fatto dell'accoglienza uno dei suoi tratti qualificanti. Siamo vicini a chi oggi è nel mirino di chi predica l'intolleranza e difendiamo l'idea di una società aperta e democratica».

Dello stesso avviso il circolo di Ivrea di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea. «A poche settimane dalle infami scritte filo-naziste sui muri di via Dora Baltea, firmate del gruppo eporediese di estrema destra Rebel Firm, Ivrea riceve un nuovo pugno in faccia con le scritte razziste sui muri di un edificio dove abita una giovane donna dalla pelle più scura di quella dei pallidi e squallidi vigliacchi che hanno scritto “Via i negri e le negre” e lasciato un ratto davanti alla cantina della donna - dice la segretaria Cadigia Perini - le mani che hanno premuto sulle bombolette potrebbero non essere le stesse, ma di sicuro lo stesso è il carburante che scatena questa esplosione di razzismo, di odio, di fascismo anche nella nostra città». Il Circolo esprime la massima solidarietà e vicinanza alla giovane donna e alla sua famiglia, per l'ignobile gesto razzista che ha subìto e chiede «alla popolazione sana di reagire a questa ondata di odio e razzismo, di non sottovalutare il fenomeno».