
IVREA - In merito alla vicende delle scritte razziste e naziste apparse a Ivrea nei giorni scorsi e dopo le dichiarazioni di condanna del vicesindaco Piccoli e dell'assessore Povolo, viste le affermazioni polemiche di Anpi e Cgil (link sotto), il sindaco Stefano Sertoli ha ritenuto di precisare la posizione dell'amministrazione comunale.
«Non posso non intervenire, come sindaco e a nome di tutta l’amministrazione comunale, a fronte delle recenti dichiarazioni rilasciate dal Presidente Anpi nei confronti della vicesindaca Elisabetta Piccoli e della stessa amministrazione per quanto riguarda la vicenda di alcune inqualificabili scritte comparse in questi ultimi giorni sui muri di Ivrea. Purtroppo si sono volute strumentalizzare a fini politici e di propaganda delle dichiarazioni che erano estremamente chiare, sia per quanto riguarda la gravità del gesto, sia per la necessità di intervenire affinché simili gravi episodi non abbiano a ripetersi. Sacrosanto è anche sottolineare come questo tipo di attenzione debba essere tenuta verso ogni matrice (qualunque sia il colore della vernice) di scritte, gesti e azioni che vadano a ledere la democrazia, la libertà, il civile confronto di idee che, da sempre, sono fra i principali valori della nostra città».
«E’ corretto ed altrettanto sacrosanto che l’Assessore al Patrimonio si preoccupi anche di quello che è il decoro cittadino. In conclusione, anche a nome di tutta l’Amministrazione comunale, nel condannare fermamente le recenti scritte inneggianti all’odio razziale (ribadendo piena solidarietà alle vittime di quesì gesti) e quelle che esaltano i periodi più bui della nostra storia, ribadisco che ogni scritta, frase, slogan che inneggi a dittature, che tenda a ledere la libertà di pensiero altrui e che vada contro i valori della democrazia o che insulti chi la pensa diversamente è da condannare con fermezza. Dobbiamo pertanto fare in modo che questi episodi non abbiano a ripetersi. Come mi auguro, conoscendo personalmente gli autori, di non dover più leggere dichiarazioni che vanno ben oltre il confronto democratico e che rasentano la calunnia. Resto convinto che il confronto democratico, il rispetto reciproco costituiscano la Via Maestra contro i beceri e i violenti (anche a parole)».








