IVREA - San Savino ai tempi del covid: il saluto del sindaco e del vescovo

IVREA - Il Sindaco ai cittadini eporediesi
Care concittadine e cari concittadini, la tradizione della Festa Patronale è, da sempre, un momento molto importante per tutta la nostra Comunità, soprattutto in questo momento di lenta ripresa dal periodo di emergenza da COVID-19. A questo proposito permettetemi innanzitutto di manifestarvi la mia gratitudine, stima e riconoscenza per come avete e state affrontando quest'emergenza. Quest’anno purtroppo la tradizionale fiera dei cavalli che, da secoli, si svolgeva contemporaneamente alla festa del Santo Patrono, non potrà aver luogo, poiché non sussistono le condizioni minime per garantire la sicurezza del numero di visitatori e di appassionati di cavalli che ogni anno affollavano la nostra Città.
La festa del Santo Patrono e la Fiera dei cavalli richiamano da sempre la fierezza, l’ardore, la creatività degli eporediesi. I cavalli non ci saranno, è vero, ma questi fieri animali rimangono indissolubilmente legati alla storia dell’evento e siglati nel nome della nostra Città che origina da  Eporedia o Ipporregia. Sappiamo bene, infatti,  che l’Ivrea romana era anche un’area di sosta per i cavalli e i cavalieri lungo la strada che univa e unisce Augusta Taurinorum, Torino, ad Augusta Pretoria, Aosta.   
Il significato della Festa Patronale, in ogni caso, non muterà e manterrà intatta la sua prerogativa che è quella dello stare insieme (anche se un po’ distanziati fisicamente) riportando alla mente di tutti quanti noi sentimenti, ricordi e tradizioni che ci accompagnano nella nostra vita, che ci spingono a onorare le nostre origini e tradizioni popolari. Rivolgo, in ultimo, un appello ai nostri giovani affinché non disperdano questo importante patrimonio di tradizione popolare e devozione. Il futuro del nostro Comune passa inevitabilmente dalla preservazione della sua memoria storica.
Confidando in una ripresa della manifestazione nella sua completezza nel 2021,  auguro a tutti Voi di poter trascorrere un giorno di festa in serenità.
Stefano Sertoli - Il Sindaco 

Il Saluto del Vescovo di Ivrea
La festa che Ivrea celebrerà il 7 luglio in onore del suo Patrono, S. Savino, vescovo e martire, assume quest’anno, per le note circostanze, un tono meno solenne e festoso. Ma non è occasione meno propizia per invocare l’aiuto del Santo e per riflettere.
Non è nuova la riflessione che propongo, ma sento di poterla presentare per l’importanza che il tema assume, tanto più in questo tempo segnato da preoccupazioni e da incertezze.
Patronus rimanda a Pater, e ripensare il valore del padre è fondamentale poiché “padre” dice “origine”, e senza la chiarezza sull’origine non si va lontano; “padre” dice che non siamo noi gli artefici di tutto, ma abbiamo delle radici; “padre” dice identità, e senza sapere chi siamo, senza identità, si diventa insignificanti perché incapaci di un intelligente confronto, e incapaci perciò di vera libertà.
C’è bisogno padri e madri, uomini e donne adulti, cioè coscienti delle proprie responsabilità a tutto campo; capaci di proporre con chiarezza e con la coerenza che rende credibili, e perciò interessanti, esperienze autentiche di vita ed i valori veri che le sostengono. L’emergenza educativa, che tutti riconoscono essere una grande questione della società, riguarda, prima ancora che i giovani, gli adulti, i quali, se non sono padri e madri nel senso che si è detto, abdicano al loro compiti fondamentali di educatori.
Augurando agli Epor.si bn festa patr.le, auguro una rinnovata consapevolezza di quanto Wolfgang Goethe esprimeva con queste parole: «Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadàgnatelo, per possederlo». E che S. Savino insegnò con la sua vita.
Edoardo, Vescovo di Ivrea