IVREA - Rifondazione in piazza contro l'aumento delle bollette

IVREA - Il Partito della Rifondazione Comunista organizza per sabato 12 febbraio 2022 una mobilitazione nell’ambito della campagna iniziata lo scorso dicembre contro gli aumenti delle bollette. «Saremo presenti in decine di piazze in tutta Italia con i nostri striscioni, le bandiere e i volantini e una raccolta firme contro gli aumenti delle bollette e il carovita che colpiscono in modo durissimo i ceti popolari e i lavoratori italiani già stremati da salari e pensioni tra i più bassi d’Europa, spesso da fame, precarietà diffusissima e disoccupazione», spiegano dal circolo di Ivrea. L'appuntamento è sabato 12 dalle 10 alle 12.30 in piazza Balla (angolo via Palestro).

«Vogliamo dire basta a una rapina sistematica su salari e pensioni che oggi si avvale di un’inflazione al 4,8% per cento per scaricare sui lavoratori gli effetti nefasti delle liberalizzazione e della speculazione sui prezzi. Vogliono farci credere che gli aumenti delle bollette derivano dalla transizione ecologica, in realtà siamo di fronte al fallimento della liberalizzazione e della privatizzazione del settore energetico». L'aumento delle bollette, e di conseguenza del costo di tutti beni e servizi, diventa sempre più insostenibile: nel primo trimestre 2022 le bollette cresceranno del 55% per la luce e del 41,8% per il gas (fonte Arera).

«Le risposte del governo Draghi sono largamente insufficienti. Non bastano i ristori e gli interventi temporanei, occorrono interventi strutturali. Ci mobilitiamo per pretendere che il governo intervenga immediatamente contro il caro bollette bloccando gli aumenti come in Francia e in Spagna; tagliando i profitti  delle grandi aziende che distribuiscono e vendono il gas e l'energia elettrica; colpendo la speculazione finanziaria sui meccanismi di formazione dei prezzi di gas ed elettricità; eliminando  oneri di sistema obsoleti, dare finalmente un taglio ad accise, addizionali regionali e Iva». Le firme raccolte verranno utilizzate per promuovere e sostenere ordini del giorno nei consigli comunali e consegnate ai prefetti per farle arrivare al governo.

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