
L'ex presidente del consiglio comunale di Ivrea, sconfitta alle primarie del Pd che hanno scelto il candidato a sindaco per la città (Maurizio Perinetti ndr), si toglie qualche sassolino a distanza di settimane dalle elezioni. Una consultazione tra gli elettori del partito che rimarrà alla storia per le polemiche innescate dal risultato e, soprattutto da alcune modalità "dubbie". Pesa, ovviamente, un risultato in bilico, risolto solo da una cinquantina di voti in più per Perinetti. E visto che si avvicina la scadenza elettorale delle politiche, la Ballurio, sul proprio canale social, ha mandato un'altra stilettata agli ex compagni di partito.
«In tanti mi chiedono cosa voterò alle politiche. Dopo che gli amici di un’intera comunità extracomunitaria sono stati portati a votare alle primarie del Pd di Ivrea con un pulmino che ha fatto più e più corse caricandoli e scaricandoli in Piazza Santa Marta (secondo lo Statuto del Pd era un loro diritto votare e farsi aiutare da qualcuno che li portasse al seggio, ma qualche domanda in politica, almeno per le modalità usate, uno credo se la dovrebbe fare). Dopo che il numero di schede scrutinate è risultato maggiore dei votanti registrati e questo è stato considerato un peccato veniale. Dopo che nessun dirigente del partito e nessuno dei candidati alle politiche del Pd ha ritenuto il caso di approfondire in modo serio, mi scuseranno gli amici che mi ricordano di votare il Pd se preferirò con il mio voto ricordare piuttosto quali sono gli unici veri motivi per cui si dovrebbe fare politica».
Rottura completa, insomma, per la Ballurio che dal Pd si è già dimessa dopo l'esito delle primarie e medita di presentare una propria lista alle amministrative di giugno a Ivrea. «Per i passati dieci anni sono stata considerata dal sindaco Della Pepa una spina nel fianco, come ha avuto modo di confermare a meno di 24 ore dall’esito delle primarie. Io perché ho fatto e faccio politica me lo ricordo bene. Se il mio rigore nel farlo è stato e sarà un problema vorrà dire che avrò solo fatto il mio dovere. Non sono assolutamente animata da alcun spirito vendicativo, ci mancherebbe. Lo dico per presa d’atto. Con grande rispetto per tutti quelli che ci credono ancora, io non posso non ricordare però che i valori non si predicano, si praticano».








