
Sei schede in più nelle urne rispetto al conteggio totale dei votanti. Ancora ombre (anche numeriche) sulle primarie del Pd che hanno sancito la candidatura di Maurizio Perinetti alle prossime amministrative di Ivrea. Le sei schede in più sono frutto di sviste, secondo il Pd locale. «Può capitare di aver dato due schede ad un elettore o che sei elettori non siano stati registrati correttamente al seggio - spiega in un video su Facebook il segretario Luca Spitale - escludiamo che qualcuno abbia deliberatamente inserito sei schede in più nelle urne per agevolare uno o l'altro candidato».
La bufera politica, però, è ancora in corso con Elisabetta Ballurio che ha certificato il suo addio al Pd e al ruolo di presidente del consiglio comunale. Alle primarie ha raccolto 50 voti in meno rispetto allo sfidante. «Sarebbe opportuno qualche giorno di silenzio», suggerisce Spitale. «Ad Elisabetta, che ho sostenuto, va il mio ringraziamento per quello che ha fatto fino all'ultimo giorno. Maurizio ha vinto le primarie ed è il nostro candidato a sindaco. Il confronto c'è stato, adesso ci dobbiamo riunire».
La Ballurio, però, va per la propria strada. «Come dichiarato pubblicamente ho proceduto a finalizzare le mie dimissioni irrevocabili da Consigliere Comunale eletta nella lista del Partito Democratico. Non avendo riconosciuto nel Partito Democratico locale i valori di trasparenza, rispetto delle regole né di emancipazione da quelle logiche responsabili del decadimento morale che asfissiano la comunità, che se non sono illegali sono certo inopportune per un partito che voglia migliorare la società, e non avendo riscontrato l’interesse da parte della dirigenza locale a fare chiarezza, ho restituito la tessera al Partito Democratico. Per coerenza quindi, anche se la legge non me lo chiede, rassegno le dimissioni da consigliere comunale e di conseguenza da Presidente del Consiglio Comunale di Ivrea. Credo infatti che solo l’esempio personale possa migliorare le consuetudini».








