
IVREA - Dopo l'accusa di omofobia lanciata sui social dal cantante Cosmo e dal collettivo Ivreatronic (link sotto) nei confronti della giunta comunale di Ivrea, arriva la risposta della Lega, il partito tirato in ballo dagli organizzatori della «Magica Parata del Libro».
«Se l'evento non ottiene il successo sperato occorre sparare su qualcuno, ovvero sull'amministrazione di Ivrea, con accuse un tanto al chilo - dice il consigliere regionale Andrea Cane - le discriminazioni subite da ognuno di noi sono ascrivibili a una pluralità di caratteristiche. Magari incassati i denari della manifestazione, agevolato dal meteo e dalla cancellazione della funzione religiosa, penso che a Cosmo non sia rimasta che la scusa della persecuzione per motivare un insuccesso».
Sorpresa l'assessore Giorgia Povolo: «Lo stupore nel leggere l’opinione di Cosmo è sicuramente grande. Dall’inizio della nostra amministrazione abbiamo sostenuto le iniziative rivolte all’inclusione di persone. Le illazioni oltre ad essere gravissime ed infamanti. Quello che sorprende è però come l’artista abbia preferito attendere la conclusione della festa che prevederà quindi il pagamento cospicuo della prestazione che ammonta a circa 7000 euro più iva e ulteriori costi per il servizio di pulizia, allestimento del furgone e personale di sicurezza per sollevare polemiche surreali. Per coerenza, se avesse rilevato difficoltà di qualsiasi tipo avrebbe potuto sollevarle per tempo evitando di prendere parte alla manifestazione. Forse, come già riportato da altri colleghi, la finalità dell’attacco nasce dal tentativo di acquisire visibilità essendoci stata una tiepida risposta».
Dello stesso avviso Alessandro Giglio Vigna, deputato eporediese del carroccio: «Gli amministratori hanno il diritto di discutere su come si spendono i soldi dei cittadini e mi spiace per Cosmo ma in democrazia il dibattito non può essere censurato. La sfilata non aveva una collocazione logica dentro gli eventi della capitale del libro, questo era il tema, non la presenza di una Drag Queen. Penso sia chiaro che il tentativo di Cosmo sia stato quello di far prendere visibilità a una roba andata male per numero di presenze».








