
IVREA - Torna di stringente attualità politica la realizzazione del nuovo ponte Preti. Sull'opera, attesa più del Godot, protagonista della celebre opera teatrale del drammaturgo irlandese Samuel Beckett, il consigliere regionale del Pd, Alberto Avetta, ha presentato una nuova interrogazione. «La giunta deve aggiornare il Consiglio regionale sul “dossier ponti piemontesi”, in particolare sull’esito presso il Ministero delle Infrastrutture della manifestazione d’interesse trasmessa da Città Metropolitana di Torino. Stiamo parlando di opere strategiche di messa in sicurezza, imprescindibili per sindaci, cittadini e imprese».
«Più volte abbiamo definito la vicenda del ponte Preti e degli altri ponti piemontesi come “surreale”. In questi giorni abbiamo avuto l’ennesima conferma: la recente legge di conversione del Milleproroghe (la numero 26 del 27 febbraio 2026) ha bocciato la fissazione del termine al 31 dicembre 2026 - spiega Alberto Avetta - il giorno entro cui si devono aggiudicare e consegnare gli interventi resta così fissato al 30 giugno 2026 e questo è un fatto che mette a rischio gli obiettivi di messa in sicurezza dei ponti piemontesi. È evidente a tutti, Regione e Ministero inclusi, che sarà impossibile mettere a terra gli interventi entro quella data».
Le conseguenze saranno rilevanti, secondo l'esponente del Partito Democratico: «Pensiamo al nuovo ponte Preti che garantirebbe un collegamento sicuro e moderno tra il Canavese orientale (Ivrea) e quello occidentale (Rivarolo, Castellamonte e Cuorgnè). È un’infrastruttura indispensabile per lo sviluppo economico di questa parte di Piemonte. Rinunciare al nuovo ponte significa pregiudicare pesantemente le imprese canavesane e le loro opportunità per crescere e per creare posti di lavoro. Siamo molto preoccupati della situazione che si sta venendo a creare, nonostante l’assidua partecipazione di tanti parlamentari alle proteste dei sindaci canavesani e le rassicurazioni di una “costante azione di monitoraggio e sensibilizzazione nei confronti del ministero” da parte della Giunta Cirio. Un altro schiaffo del Governo Meloni ai nostri territori. Tante parole ma pochi fatti».








