
IVREA - Un nuovo ospedale del Canavese: si scelga la soluzione migliore per il territorio e non per gli interessi privati. Lo sostiene Cadigia Perini, segretaria Circolo di Rifondazione Comunista di Ivrea. «Bene, se finalmente si potrà realizzare il nuovo ospedale per il Canavese eporediese che aspettiamo da vent’anni. Bene che siano state identificate due possibili aree dove collocare la nuova struttura sanitaria. Bene ad un ospedale plurisede con Cuorgné e Castellamonte invece di una “Città della salute 2” con la chiusura di tutto il resto. Male se attorno a quest'opera si svilupperanno, come sempre accade attorno alle grandi opere, movimenti di interesse e speculazione. E infine molto male se si pensa di poter finanziare l’opera utilizzando anche il Meccanismo Europeo di Stabilità (MES). Il Mes non serve a salvare gli Stati ma a sottoporli a una sorta di amministrazione controllata attraverso le famigerate condizionalità da parte di un organismo tecnocratico estraneo all'ordinamento dell'Unione».
Per Rifondazione Comunista Ivrea il Governo che ha già destinato 140 milioni per la realizzazione di un ospedale nell’Asl To4, come dichiarato dall’assessore regionale alla sanità Icardi, deve percorrere altre vie per rimettere in piedi la sanità pubblica territoriale e ospedaliera. «Una via che già altri paesi europei hanno intrapreso e che come Rifondazione Comunista sosteniamo da anni è quella dell'istituzione di una patrimoniale sulle grandi ricchezze. Basta un’imposizione ininfluente per i possessori di questi ingenti patrimoni per produrre un gettito importante. Un altro campo dal quale recuperare importanti risorse è quello della spesa militare. Convertire una piccola parte della spesa militare italiana arrivata a oltre i 26 miliardi annui (72 milioni al giorno) e destinata a raggiungere i 100 milioni al giorno in base agli impegni presi nella Nato, produrrebbe enormi risorse per i settori pubblici in grande difficoltà (già prima della pandemia), come sanità, scuola, trasporti».
«Ma prima che al nuovo ospedale la Regione e i Comuni, adoperarsi per rafforzare il sistema pubblico colpito trasversalmente da anni di tagli e gestione aziendale. Si cominci dal rispetto del piano assunzioni del personale sanitario e della sua valorizzazione e dagli interventi sulle strutture sanitarie esistenti, non ultimo l’ospedale di Ivrea che attende interventi urgenti, nonché al rilancio dei servizi territoriali».








